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sabato 27 dicembre 2008

Il miracolo di Natale




Il miracolo di Natale
Nella valle incantata, in una fattoria felice, viveva un bue di nome Barny. Grande e grosso, con due occhi buoni e sinceri, lavorava tutto il giorno spingendo l'aratro. Questo bue era l'amico di tutta la fattoria: i contadini con i quali lavorava gli volevano un gran bene e i bambini non si stancavano mai di giocare con lui. Nonostante fosse così grande e grosso non faceva paura a nessuno, perché era l'animale più buono che potesse esserci. Alla sera quando tramontava il sole e si stendevano le prime ombre, tutti gli animali si radunavano intorno a lui per sentirlo narrare le sue tante storie. Appena finiva di raccontarne una, subito gli chiedevano: "Dai, dai, raccontane un'altra"; lui continuava fino al crepuscolo e allo spuntare delle prime stelle, poi diceva: "Ora andiamo a dormire, domani ci aspetta una lunga giornata di lavoro". Allora tutti gli animali andavano a dormire e nella fattoria scendeva un grande silenzio. Il bue Barny era simpatico a tutti: alle pecore e alle oche, alle anatre e agli agnellini, alle mucche e ai maialini, alle galline e al vecchio cane da guardia, al padrone della fattoria e ai suoi bambini, ma il suo migliore amico era il piccolo asinello Tim con cui condivideva la stalla, la paglia e il duro lavoro. Quando arrivava la notte e si coricavano vicini, si guardavano a lungo senza dirsi nulla e poi si addormentavano, stanchi ma felici. Il bue aveva un piccolo segreto nel cuore che conosceva solo l'asinello: gli piaceva danzare. Un giorno l'asinello gli disse: "Perché non ci provi, tanto non ci vede nessuno: ti prometto che questo segreto rimarrà in questa stalla". Tra veri amici anche i desideri più assurdi si possono realizzare e da quel giorno il bue incominciò ad improvvisare dei semplici balletti. L'asinello si divertiva tantissimo. Poi toccò a Tim realizzare il suo desiderio: a lui piaceva moltissimo cantare. E siccome tra amici anche i desideri più assurdi si possono realizzare, l'asinello, tutte le domeniche, inventava delle allegre canzoncine che mai nessuno aveva ascoltato all'infuori dell'amico bue. Quei momenti, quegli scherzi, quelle risate erano tutta la vita e il divertimento dei due amici, che sapevano rendere grazie a Dio per ogni nuovo giorno loro donato. Appena sorgeva l'alba i due amici iniziavano il loro lavoro: il bue spingeva l'aratro e l'asinello trasportava la legna. Fino a sera non si vedevano più, ma non c'era istante della giornata in cui non sentivano l'uno la presenza e il sostegno dell'altro. Tim era tutto per il bue Barny: fin dal giorno del suo arrivo nella fattoria gli era sempre stato accanto con il suo affetto e con la sua amicizia. Gli aveva insegnato le prime cose e si era preso cura di lui come un fratello, gli aveva fatto conoscere tutti gli animali della fattoria e l'aveva incoraggiato nei momenti di fatica. Anche Barny, sin dall'inizio, aveva ricambiato l'affetto per l'asino Tim e con il passare degli anni erano divenuti sempre più uniti, quasi una cosa sola. Quante difficoltà, quante sofferenze, ma il calore della loro amicizia aveva reso tutto più leggero, più bello. Una sera, mentre tutti gli animali erano riuniti intorno al bue per ascoltare le sue storie, l'anatra chiese al bue: "Perché non ci racconti la tua storia, la storia della tua famiglia?". Il bue per un attimo esitò, ma poi iniziò il suo racconto. "In verità non ho molto da dire", disse il bue, inizialmente un po' imbarazzato dall'argomento. "Nella fattoria dove sono nato eravamo tanti vitellini: gli altri sono stati scelti per diventare dei tori e io invece per essere un bue e fare lavori pesanti. Poiché nella mia fattoria non serviva un trasportatore di aratro sono stato venduto e sono finito qui. Io sono molto contento, sapete, non mi lamento, ma ringrazio ogni giorno il buon Dio di essere utile per il duro lavoro della terra e di alleviare il peso dei contadini. Ma i miei fratelli, ahimé, si vergognano di avere un fratello bue, loro, così famosi in tutto il mondo: partecipano alle più importanti corride, gareggiano con i toreri più famosi, figurano su tutti i quotidiani e per questo mi disprezzano. Ma io non li invidio affatto, io non vorrei essere come loro: non fanno altro che fomentare la violenza e l'odio delle persone che assistono alle loro gare, nelle quali, pensate un po', anche morire fa parte dello spettacolo". Il bue concluse così il suo racconto. Gli animali erano ammutoliti e nessuno osava più domandare nulla. L'asinello prese la parola rompendo il grande silenzio che aveva seguito il racconto del bue e disse: "Anch'io ho dei cugini molto famosi: sono cavalli da corsa. Partecipano alle gare e la gente scommette fior di quattrini sulle loro vittorie. Si vergognano di avere un lontano parente asino e si vantano di avere avuto antenati che hanno portato sulla loro groppa i più coraggiosi cavalieri partecipando alle più cruenti guerre. Sì, io sono un asino da soma e perciò disprezzato, ma non ho mai fatto guerra a nessuno". "Bravo! Giusto!", incominciarono a commentare gli animali, infervorati dal racconto dell'asinello. Ormai era notte inoltrata quando gli animali della fattoria sciolsero la seduta. Incominciava a far freddo poiché l'autunno stava per fini e l'inverno era alle porte. Il giorno successivo iniziò con un gran trambusto nella fattoria. Alle prime luci dell'alba era infatti giunto nella valle incantata un gran numero di persone. C'erano il parroco del paese, le autorità e personalità molto importanti. "Chissà chi cercano", iniziarono a chiedersi curiosi gli animali. Ben presto tutti iniziarono a fare castelli in aria. "Sicuramente cercano me – disse la mucca con presunzione - avranno bisogno del mio latte". "No! – ribatté l'anatra – è me che cercano: avranno bisogno della mia carne pregiata per un pranzo succulento". "No! – interruppe il maiale – il Natale si avvicina e certamente staranno cercando me per il cenone con il gustoso cotechino". "Siete tutti in errore – dissero le galline – certamente è delle nostre uova che avranno bisogno". Barny e Tim ascoltarono un po' divertiti le dispute dei loro amici, poi si avviarono ad iniziare il loro lavoro, alquanto indifferenti alla questione: di sicuro non era loro due che cercavano. Mentre camminavano, all'improvviso si sentirono chiamare. "Barny, Tim venite qui – gridò il padrone della fattoria – vi stanno cercando". I due amici non credevano alle loro orecchie. Tim avanzò un po' timoroso e Barny lo seguì, restando leggermente indietro. Quando giunsero davanti a tutta quella folla di persone, l'enigma fu presto risolto. "Stiamo preparando per la prima volta un presepe vivente nel nostro paese", disse il parroco sorridendo ai due buffi amici. "E' un evento importante – continuò il sindaco – verrà la gente anche dai paesi vicini per poter rivivere dal vero la nascita del nostro Salvatore". Barny e Tim guardavano i due interlocutori un po' stupiti: cosa c'entravano loro in tutto questo discorso? "Voi saprete che il Bimbo divino fu scaldato nella gelida notte da un bue e un asinello – disse il parroco, concludendo il discorso – abbiamo bisogno di voi per preparare la grotta di Betlemme. Accettate il nostro invito?". "Noi?" disse Tim, talmente stupito da non riuscire quasi a reggersi in piedi, "Accettiamo con gioia immensa – disse Barny – è un dono senza misura poter scaldare Gesù Bambino". Così nella fattoria iniziarono i preparativi per il grande evento. Tutti gli animali si sentivano onorati della parte assegnata a Tim e Barny e per questo venne loro l'idea di formare una piccola banda musicale per accompagnare il bue e l'asinello in paese la notte di Natale. Le oche suonavano la tromba, le galline i tamburi, i maiali la grancassa, le pecore i piatti, le mucche il trombone e il grosso cane da guardia era nientepopodimeno che il direttore d'orchestra. Intanto anche i bambini iniziarono ad ornare la fattoria con gli addobbi natalizi e tutto si colorò di attesa e di festa, Non c'era sera in cui, dopo il lavoro, gli animali non si riunissero per suonare i brani natalizi, preparati ed eseguiti dalla loro banda, mentre il bue e l'asinello provavano la loro parte nell'immaginaria grotta di Betlemme. Passarono i giorni e presto giunse il momento tanto atteso: la vigilia di Natale. Gli animali non stavano più nella pelle dalla gioia. Poche ore prima della mezzanotte tutti gli amici si predisposero per scendere in paese suonando. Al cenno del cane da guardia la banda attaccò: prima le oche intonarono con le trombette le dolci melodie, accompagnate dai tromboni; si unirono ad essi i piatti e i tamburi che intervallavano la musica con dei bei ritmi. Ultimi seguivano la banda Tim e Barny, gli ospiti d'onore. E così, passo dopo passo, la processione arrivò in paese. Gli abitanti, usciti dalle case per attendere la nascita di Gesù, non credevano ai loro occhi: mai si era visto uno spettacolo così bello. Finito di suonare, gli animali fecero venire avanti Tim e Barny che presero posto nella grotta. Eccoli dunque pronti per il fatidico momento. Allo scoccare della mezzanotte, iniziarono a suonare le campane: Gesù era nato. Mentre tutti cantavano "Gloria a Dio su nel cielo e pace in terra agli uomini di buona volontà", il sacerdote pose il bimbo di gesso nella grotta e i due amici commossi si chinarono per scaldarlo con il loro fiato, come era stato loro detto. Ma all'improvviso, il piccolo bimbo di gesso si animò, aprì gli occhi e guardando il bue e l'asinello disse: "Non è il calore del vostro fiato a scaldarmi in questa gelida notte, ma l'amore che regna tra voi, l'amore della vostra amicizia. Tutte le volte che continuerete a volervi bene, così come avete sempre fatto, io sarò tra voi, come in questa notte". Questione di pochi attimi e il bimbo ritornò immobile, di gesso. La funzione finì e Barny e Tim ritornarono nella loro fattoria. Era stato un sogno, uno scherzo della loro fantasia, o davvero un miracolo di Gesù Bambino? E chi lo sa! I due amici non raccontarono mai a nessuno l'episodio, che tennero conservato nel loro cuore fino alla morte. Ma nei loro occhi, da quella notte, ci fu una luce nuova che non passò inosservata agli amici della fattoria: la certezza che quel loro piccolo amore e quella loro semplice amicizia, era qualcosa di grande agli occhi di Dio.

Il vero significato del Natale


Nell’ormai lontano 1965, Charles M. Schulz presentò al mondo intero, tramite le sue insolite e famose vignette, un natale di Charlie Brown. In questa classica vignetta di vacanze natalizie, la banda dei Peanuts è impegnata nei preparativi per il grande evento. Ma in realtà nessuno di loro si preoccupa di dare attenzione e un sufficiente peso al vero significato del natale.
Tutti sono troppo occupati a ballare. O a decorare…come Snoopy.
O a lamentarsi dei regali, come Lucy.
O impegnati a scrivere a Babbo Natale, come Sally.
Tutto questo “consumismo” rende Charlie Brown molto depresso. Charlie si rende conto che c’è qualcosa che non quadra,
manca qualcosa, e infine frustato si mette a urlare “
C’è qualcuno lassù che sa qual è il vero significato del Natale?”
Perciò e con gran stupore, tutti i suoi amici smettono di fare
ciò che stavano facendo, senza sapere esattamente
come o cosa rispondere.

Soltanto Linus si fa avanti con
una risposta presa direttamente dalla Bibbia.



In quella stessa regione c’erano dei pastori
che stavano nei campi e di notte facevano la guardia
al loro gregge. E un angelo del Signore si presentò a loro
e la gloria del Signore risplendé intorno a loro, e furono
presi da gran timore. L’angelo disse loro:
“ Non temete, perchè io vi porto la buona notizia
di una grande gioia che tutto il popolo avrà:
“ Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore,
che è il Cristo, il Signore.
E questo vi servirà di segno:
troverete un bambino avvolto in fasce
e coricato in una mangiatoia”.
E a un tratto vi fu con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
“Gloria a Dio nei luoghi altissimi,
e pace in terra agli uomini ch’egli gradisce!”. (Luca 2:8-14)
Questo è il vero significato del Natale, caro “Charlie Brown.”

Il senso del Natale


IL SENSO DEL NATALE

Augurare Gioia?

Che senso ha se ci sono fratelli che non ne possono avere?

Augurare Ricchezza?

Che senso ha se ci sono uomini che non ne possono avere?

Augurare Amore?

Che senso ha se ci sono persone che non ne possono avere?

Augurare Speranza?

Che senso ha se ci sono alcuni che non ne possono avere?

Gesù è venuto tra noi

per dare a TUTTI la possibilità di avere

Gioia, Ricchezza, Amore, Speranza.

Che senso ha avuto?

Penso alle vittime della camorra,dell’ingiustizia,della povertà, delle guerre,del potere,della solitudine,della violenza

,ed allora,solo dando uno sguardo al futuro,

vi/mi Auguro:

Un impegno serio e costante

Uno sguardo ai più deboli

Agli indifesi

A chi ci tende una mano.

Rendiamoci disponibili,rompiamo i nostri gusci,

le nostre resistenze,superiamo i nostri egoismi;

doniamo, e doniamoci.

SEMPRE

Solo così costruiremo

la PACE, quella vera.

venerdì 26 dicembre 2008

Pecchè sulo a Natale?


‘O suono ‘e na zampogna
na smania ‘e vulè bbene,

N’albero chino ‘e luce
nu desiderio ‘e pace.
Se stenne ‘a mano pure
a n’antico rivale
se sprecano l’augurie,

è ggià, pecch’è Natale.
Sarrà p’‘o clima ‘e festa
che porta ‘a ricurrenza,

‘o core cagna veste
ritrova na cuscienza.
‘Sta vita,

pe’ nu juorno
diventa na livella
e

‘a ggente tutt’attuorno
chisà, pare cchiù bella!
Pure n’ommo ‘nfamone
carezza n’animale
nun fà cchiù

‘o fetendone
le pare naturale.
‘O popolo ‘e stu munno,arravugliato ‘e male,

diventa bbuono ‘nfunno…

Pecchè sulo a Natale?

AUGURI!!!!!!!!!!!!!!


giovedì 25 dicembre 2008

Il dono di un cuore generoso

Il pettirosso...Il dono di un cuore generoso

Nella stalla dove stavano dormendo Giuseppe, Maria e il piccolo Gesù, il fuoco si stava
spegnendo. Presto ci furono soltanto alcune braci e alcuni tizzoni ormai spenti. Maria e Giuseppe sentivano freddo, ma erano così stanchi che si limitavano ad agitarsi inquieti nel sonno.
Nella stalla c'era un altro ospite:un uccellino marrone;era entrato nella stalla quando la fiamma era ancora viva, aveva visto il piccolo Gesù e i suoi genitori, ed era rimasto tanto contento che non si sarebbe allontanato da lì neppure per tutto l'oro del mondo.
Quando anche le ultime braci stavano per spegnersi, pensò al freddo che avrebbe patito il bambino messo a dormire sulla paglia della mangiatoia. Spiccò il volo e si posò su un coccio accanto all'ultima brace.
Cominciò a battere le ali facendo aria sui tizzoni perchè riprendessero ad ardere. Il piccolo petto bruno dell'uccellino diventò rosso per il calore che proveniva dal fuoco, ma il pettirosso non abbandonò il suo posto. Scintille roventi volarono via dalla brace e gli bruciarono le piume del petto ma egi continuò a battere le ali finchè alla fine tutti i tizzoni arsero in una bella fiammata.
Il piccolo cuore del pettirosso si gonfiò di orgoglio e di felicità quando il bambino Gesù sorrise sentendosi avvolto dal calore.
Da allora il petto del pettirosso è rimasto rosso, come segno della sua devozione al Bambino di Betlemme.


Il dono di un cuore generoso
Gesù è nato nella povertà, tra gente semplice...
Gesù,
Tu sei nato debole
perchè io
non abbia mai paura di Te.
Sei nato povero
perchè io ti consideri
la mia unica ricchezza.
Sei nato piccolo
perchè io non cerchi
di dominare gli altri.
Sei nato in una grotta
perchè ogni uomo
sia libero di incontrarti.
Sei nato nella semplicità
perchè io smetta
di essere complicato.
Sei nato per amore
perchè io non dubiti
mai del tuo AMORE

martedì 23 dicembre 2008

Un dono




UN DONO

Prendi un sorriso,
regalalo a chi non l'ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole,
fallo volare là dove regna la notte.
Scopri una sorgente,
fa bagnare chi vive nel fango.
Prendi una lacrima,
posala sul volto di chi non ha pianto.
Prendi il coraggio,
mettilo nell'animo di chi non sa lottare.
Scopri la vita,
raccontala a chi non sa capirla.
Prendi la speranza,
e vivi nella sua luce.
Prendi la bontà,
e donala a chi non sa donare.
Scopri l'amore,
e fallo conoscere al mondo.
Mahatma Gandhi

Desidero regalare a tutti i miei amici del blog:
UN SORRISO,UN RAGGIO DI LUCE,UNA LACRIMA,IL CORAGGIO,LA SPERANZA,LA BONTA',L'AMORE...

"Per costruire un mondo migliore occorre amare gli altri e superare il proprio egoismo"...
In questo periodo sto riflettendo molto su queste parole...a volte presa dai miei problemi non riesco più a sentire il dolore delle persone che mi sono vicine...ma non c'è niente di più bello che porsi nell'ascolto degli altri...

Buon Natale!!!




Perchè alla grotta c'erano l'asino e il bue?

Vi voglio scrivere un'altra storiellina di Natale...spero che non mi giudicate "bambina"per questo mio modo di comunicare con voi!!!
A proposito di umiltà...l'ho raccontata ai miei alunni.Avevamo dei problemi per la scelta di due bambini che dovevano fare il bue e l'asinello.Nessuno voleva fare il bue e l'asinello...dopo che ho raccontato questa storia sono usciti "gli attori".
Mentre Giuseppe e Maria erano in viaggio verso Betlemme, un angelo radunò tutti gli animali per scegliere i più adatti ad aiutare la Santa Famiglia nella stalla.
Per primo, naturalmente, si presentò il leone.
"Solo un re è degno di servire il Re del mondo", ruggì "io mi piazzerò all'entrata e sbranerò tutti quelli che tenteranno di avvicinarsi al Bambino!"
"Sei troppo violento" disse l'angelo.
Subito dopo si avvicinò la volpe.
Con aria furba e innocente, insinuò :"Io sono l'animale più adatto. Per il figlio di Dio ruberò tutte le mattine il miele migliore e il latte più profumato. Porterò a Maria e Giuseppe tutti i giorni un bel pollo!"
"Sei troppo disonesta", disse l'angelo.
Tronfio e splendente arrivò il pavone.
Sciorinò la sua magnifica ruota color dell'iride:"Io trasformerò quella povera stalla in una reggia più bella del palazzo di Salomone!" "Sei troppo vanitoso"disse l'angelo.
Passarono, uno dopo l'altro, tanti animali ciascuno magnificando il suo dono.
Invano.
L'angelo non riusciva a trovarne uno che andasse bene. Vide però che l'asino e il bue continuavano a lavorare, con la testa bassa, nel campo di un contadino, nei pressi della grotta.
L'angelo li chiamò :"E voi non avete niente da offrire?"
"Niente", rispose l'asino e afflosciò mestamente le lunghe orecchie,"noi non abbiamo imparato niente oltre all'umiltà e alla pazienza. Tutto il resto significa solo un supplemento di bastonate!"
Ma il bue, timidamente, senza alzare gli occhi, disse:"Però potremmo di tanto in tanto cacciare le mosche con le nostre code".
L'angelo finalmente sorrise:" Voi siete quelli giusti"!!!


Ricetta del limoncello al latte(crema al limone)
Silvana Occhiobuono mi ha chiesto la ricetta, la metto sul blog. 8 limoni possibilmente non trattati 1 litro di alcool 2 litri latte fresco 1k e mezzo zucchero. procedimento: Togliere la parte gialla dai limoni e farla macerare per 8 giorni nell'alcool .Al termine degli 8 giorni togliere le bucce dei limoni dall'alcool e metterle a bollire insieme allo zucchero nel latte per 5 minuti ,continuando a mescolare per non far coagulare.Togliere le bucce dei limoni far raffreddare e mischiare il tutto con l'alcool.Dopo imbottigliato x 5 giorni agitare le bottiglie dall'alto in basso e viceversa.Noi quando e' pronto mettiamo la bottiglia nel congelatore, in estate e in inverno è sempre molto buono.

Musica...e radio

L'amicizia è un sentimento unico che rende la vita degna di essere vissuta...

L'amicizia è un sentimento unico che rende la vita degna di essere vissuta...
Trova il tempo di essere AMICO...è la strada della felicità...