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giovedì 26 marzo 2009

Ama la vita...


AMA LA VITA...
Ama la vita così com'è.
Amala pienamente,senza pretese;
amala quando ti amano o quando ti odiano,
amala quando nessuno ti capisce, o quando tutti ti comprendono.
Amala quando tutti ti abbandonano, o quando ti esaltano come un re.
Amala quando ti rubano tutto, o quando te lo regalano.
Amala quando ha senso o quando sembra non averlo nemmeno un pò.
Amala nella piena felicità, o nella solitudine assoluta.
Amala quando sei forte, o quando ti senti debole.
Amala quando hai paura, o quando hai una montagna di coraggio.
Amala non soltanto per i grandi piaceri e le enormi soddisfazioni;
amala anche per le piccolissime gioie.
Amala seppure non ti dà ciò che potrebbe,
amala anche se non è come la vorresti.
Amala ogni volta che nasci ed ogni volta che stai per morire.
Ma non amare mai senza amore.
Non vivere mai senza vita!
Madre Teresa di Calcutta

Benchè...


Benchè non scriva libri, sei lo scrittore della tua vita.
Benchè non capisca di cinema, la tua esistenza può trasformarsi in un film delicato, di cui Dio è produttore.
Benchè non sappia cantare, la tua esistenza può essere una bella canzone.
Benchè non capisca la musica, la tua vita può essere una magnifica sinfonia.
Benchè non abbia studiato comunicazione, la tua vita può trasformarsi in un reportage modello.
Benchè le rughe segnino già il tuo viso, vale più la tua bellezza interiore e la giovinezza del tuo spirito.
Benchè i tuoi piedi sanguinino per gli intoppi della strada, il tuo viso può continuare a sorridere.
Benchè le tue man conservino le cicatrici dei problemi, le tue labbra possono ringraziare.
Benchè lacrime amare percorrano il tuo viso,hai un cuore per amare.
Benchè non lo comprenda, nel cielo è prenotato un posto per te.
Benchè ti sembri impossibile, Dio ti ama e ha donato Suo figlio per te.
Tutto, tutto, tutto...dipende dalla tua fiducia in DIO e dalla tua attiudine.

martedì 24 marzo 2009


FAVOLA AFRICANA

Durante un incendio nella foresta,
mentre tutti gli animali fuggivano,
un colibrì volava in senso contrario,
con una goccia d'acqua nel becco.
"Cosa credi di fare?" gli chiese il leone.
"Vado a spegnere l'incendio!"
rispose il piccolo volatile.
"Con una goccia d'acqua?"
disse il leone con un sogghigno di irrisione.
Ed il colibrì, proseguendo il volo, rispose:
"Io faccio la mia parte!"

Favola Africana

Trova il tempo

TROVA IL TEMPO
Trova il tempo di pensare
Trova il tempo di pregare
Trova il tempo di ridere.
E' la fonte del potere
E' il più grande potere sulla terra
E' la musica dell'anima.
Trova il tempo per giocare
Trova il tempo per amare ed essere amato
Trova il tempo di dare.
E' il segreto dell'eterna giovinezza
E' il privilegio dato da Dio.
Il giorno è troppo corto per essere egoisti.
Trova il tempo di leggere
rova il tempo di essere amico
Trova il tempo di lavorare.
E' la fonte della saggezza
E' la strada della felicità
E' il prezzo del successo.
Trova il tempo di fare la carità.
E' la chiave del Paradiso!!
...siamo sempre talmente "presi"... abbiamo 1000 e più impegni.... che spesso - troppo spesso! - ci scordiamo delle piccole cose che rendono le nostre giornate speciali.
Dobbiamo davvero cercare di trovare "il tempo"... quello giusto... che ci permette di vivere

La felicità



FELICITA'

DI HERMANN HESSE

Fin quando dai la caccia alla felicità,
non sei maturo per essere felice,
anche se quello che più ami è già tuo.
Fin quando ti lamenti del perduto
ed hai solo mete e nessuna quiete,
non conosci ancora cos'è pace.
Solo quando rinunci ad ogni desiderio
e non conosci né meta né brama
e non chiami per nome la felicità,
Allora le onde dell'accadere
non ti raggiungono più
e il tuo cuore e la tua anima hanno pace.

lunedì 23 marzo 2009

Prova a volare!!!!!....

Vivi la vita!!!!

L'amore


L'AMORE
Che hai, che abbiamo,che ci accade?
Ahi il nostro amore
È una corda durache ci lega ferendoci
e se vogliamo uscire dalla nostra ferita,
separarci,ci stringe un nuovo nodo e ci condanna
a dissanguarci e a bruciarci insieme.Che hai?
Ti guardo e nulla trovo in te se non due occhi
come tutti gli occhi, una boccaperduta tra mille bocche c
he baciai, più belle,un corpo uguale a quelli che scivolarono
sotto il mio corpo senza lasciar memoria.
E che vuota andavi per il mondo
come una giara di color frumento,
senz'aria, senza suono, senza sostanza!
Invano cercai in teprofondità per le mie braccia
che scavano, senza posa, sotto la terra:sotto la tua pelle,
sotto i tuoi occhi,nulla,sotto il tuo duplice petto sollevato,
appena una corrente d'ordine cristallino
che non sa perché corre cantando.
Perché, perché, perché,amore mio, perché?
Pablo Neruda

domenica 22 marzo 2009

Tieni sempre presente...


TIENI SEMPRE PRESENTE…
Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,i capelli diventano bianchi,i giorni si trasformano in anni.Però ciò che è importante non cambia; la tua forza e la tua convinzione non hanno età.Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.Dietro ogni linea di arrivo c’è una linea di partenza.Dietro ogni successo c’è un’altra delusione.Fino a quando sei viva, sentiti viva. Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo. Non vivere di foto ingiallite…insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni. Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c’è in te.Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto. Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce.Quando non potrai camminare veloce, cammina.Quando non potrai camminare, usa il bastone.Però non trattenerti mai!

venerdì 20 marzo 2009

Ti penso...Sei nei nostri cuori.

Ti vogliamo bene Annamaria e Gaetano.

mercoledì 18 marzo 2009

domenica 15 marzo 2009

La rosa



La Rosa(Bruno Ferrero, L'importante è la rosa)
Il poeta tedesco Rilke abitò per un certo periodo a Parigi. Per andare all'Università percorreva ogni giorno, in compagnia di una sua amica francese, una strada molto frequentata. Un angolo di questa via era permanentemente occupato da una mendicante che chiedeva l'elemosina ai passanti. La donna sedeva sempre allo stesso posto, immobile come una statua, con la mano tesa e gli occhi fissi al suolo. Rilke non le dava mai nulla, mentre la sua compagna le donava spesso qualche moneta. Un giorno la giovane francese, meravigliata domandò al poeta: «Ma perché non dai mai nulla a quella poveretta?». «Dovremmo regalare qualcosa al suo cuore, non alle sue mani», rispose il poeta. Il giorno dopo, Rilke arrivò con una splendida rosa appena sbocciata, la depose nella mano della mendicante e fece l'atto di andarsene. Allora accadde qualcosa d'inatteso: la mendicante alzò gli occhi, guardò il poeta, si sollevò a stento da terra, prese la mano dell'uomo e la baciò. Poi se ne andò stringendo la rosa al seno. Per una intera settimana nessuno la vide più. Ma otto giorni dopo, la mendicante era di nuovo seduta nel solito angolo della via. Silenziosa e immobile come sempre. «Di che cosa avrà vissuto in tutti questi giorni in cui non ha ricevuto nulla?», chiese la giovane francese. «Della rosa», rispose il poeta.
«Esiste un solo problema, uno solo sulla terra. Come ridare all'umanità un significato spirituale, suscitare un'inquietudine dello spirito. E' necessario che l'umanità venga irrorata dall'alto e scenda su di lei qualcosa che assomigli a un canto gregoriano. Vedete, non si può continuare a vivere occupandosi soltanto di frigoriferi, politica, bilanci e parole crociate. Non è possibile andare avanti così» (Antoine de Saint-Exupéry)

L'uomo nel pozzo

L'uomo nel pozzo(Bruno Ferrero, A volte basta un raggio di sole)
Un uomo cadde in un pozzo da cui non riusciva a uscire.
Una persona di buon cuore che passava di là disse: "Mi dispiace davvero tanto per te. Partecipo al tuo dolore".
Un politico impegnato nel sociale che passava di là disse: "Era logico che, prima o poi, qualcuno ci sarebbe finito dentro".
Un pio disse: "Solo i cattivi cadono nei pozzi".
Uno scienziato calcolò come aveva fatto l'uomo a cadere nel pozzo.
Un politico dell'opposizione si impegnò a fare un esposto contro il governo.
Un giornalista promise un articolo polemico sul giornale della domenica dopo.
Un uomo pratico gli chiese se erano alte le tasse per il pozzo.
Una persona triste disse: "Il mio pozzo è peggio!".
Un umorista sghignazzò: "Prendi un caffè che ti tira su!".
Un ottimista disse: "Potresti star peggio".
Un pessimista disse: "Scivolerai ancora più giù".
Gesù, vedendo l'uomo, lo prese per mano e lo tirò fuori dal pozzo.
Il più grande bisogno del mondo...
Un po' più di gentilezza e un po' meno avidità,
Un po' più dare e un po' meno pretendere;
Un po' più sorrisi e un po' meno smorfie;
Un po' meno calci a chi è steso per terra;
Un po' più "noi" e un po' meno "io";
Un po' più risate e un po' meno pianti;
Un po' più fiori sulla strada della vita;
e un po' meno sulle tombe.

Dio solo può dare...



Le mani di Dio(Bruno Ferrero, Cerchi nell'acqua, Ed. Elle Di Ci)
Un maestro viaggiava con un discepolo incaricato di occuparsi del cammello, erano nel deserto. Una sera arrivati ad una locanda il discepolo era talmente stanco che non legò il cammello. "Mio Dio", pregò coricandosi, "prenditi cura del cammello, te lo affido". Il mattino dopo il cammello era sparito. "Dov'è il cammello?", chiese il maestro. "Non lo so", rispose il discepolo, "Devi chiederlo a Dio! Ieri sera ero così sfinito che gli ho affidato il nostro cammello, non è certo colpa mia se è scappato o se è stato rubato, ho esplicitamente domandato a Dio di sorvegliarlo, è Lui il responsabile! Tu mi esorti sempre ad avere la massima fiducia in Dio, no!". "Abbi sempre la più grande fiducia in Dio, ma prima lega il tuo cammello" rispose il maestro, "perché Dio non ha altre mani che le tue".
Dio solo può dare la fede, tu, però, puoi dare la tua testimonianza.
Dio solo può dare la speranza, tu, però, puoi infondere fiducia nei tuoi fratelli.
Dio solo può dare l'amore, tu, però, puoi insegnare all'altro ad amare.
Dio solo può dare la pace, tu, però, puoi seminare l'unione.
Dio solo può dare la forza, tu, però, puoi dare sostegno a uno scoraggiato.
Dio solo è la via, tu, però, puoi indicarla agli altri.
Dio solo è la luce, tu, però, puoi farla brillare agli occhi di tutti.
Dio solo è la vita, tu, però, puoi far rinascere negli altri il desiderio di vivere.
Dio solo può fare ciò che appare impossibile, tu, però, potrai fare il possibile.
Dio solo basta a se stesso, egli, però, preferisce contare su di te. (Canto brasiliano)

Il fringuello e la fontana


IL FRINGUELLO E LA FONTANA

C'era un piccolo fringuello innamorato di una fontana.Lui era esile e bello, lei amava cantare e ballare. Ogni giorno l'uccellino, immergendosi nell'amata fontana, le dichiarava la sete del suo amore con soavi cinguettii: «Ti amo, ti amo, fontana canterina e ballerina, ti amo, ti amo, fontana di luce e riflessi di cielo!».La fontana, seducente, si divertiva di tanto amore e si atteggiava a diva; ammirata giorno e notte, si adornava di gocce dai riflessi di brillanti.«Ti amo e mi disseti, ti amo ed ho ancora sete», cinguettava il fringuello innamorato saltellando sul bordo della fontana che gli uomini chiamano «bagna uccelli».Ma un giorno intervenne, burbero, il padrone del giardino: «La fontana è mia, è nel mio giardino, deve cantare e ballare soltanto per me! Tu, fringuello, sei solo un ospite. Finora ti ho consentito di bagnarti per mio diletto. Adesso basta! Un sorso d'acqua non si nega a nessuno, perciò ti lascerò dissetarti, ma niente più». Il piccolo fringuello si sentì colpito e ferito, privato e derubato del suo amore. «L'ho amata e mi ha dissetato, ma ora, a queste condizioni, non voglio più bere; m’involerò nell'aria che riempie gli spazi limpidi, luminosi e sereni, planerò sulla vita del mondo, ascolterò il linguaggio dei fiori e delle cose mute ... ». Ma le ali non si aprirono, le zampette si indebolirono e l'emozione interruppe i battiti; l'esile fringuello innamorato cadde nella fontana che l'accolse con un abbraccio: «Canta e balla con me, romantico uccellino».Come già con il fringuello, lo stesso accadde per un merlo, ma diversa fu la conclusione. Dopo le parole di diniego del padrone del giardino, il merlo s'involò nel cielo planando su prati, colline, boschi e torrenti; scelse le correnti d'aria per salire e per scendere con divertimento, si sentì libero e si disse con convinzione: «L'amore, grande com'è, non può esaurirsi sul bordo di una fontana; un amore, forse più grande, mi aspetta altrove».***I confini dell'amore sono immensi, molto più grandi del nostro piccolo mondo.A chi è davvero capace di riceverlo e di donarlo, l'amore riserva delle sorprese impensabili, perché è infinitamente più grande delle nostre attese.

venerdì 13 marzo 2009

Le cose che ho imparato nella via

LE COSE CHE HO IMPARATO NELLA VITA - PAULO COELHO
Ecco alcune delle cose che ho imparato nella vita:
- Che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà. E per questo, bisognerà che tu la perdoni.
- Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per distruggerla.
- Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano.
- Che le circostanze e l’ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo responsabili di noi stessi.
- Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti, o essi controlleranno te.
- Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era necessario fare, affrontandone le conseguenze.
- Che la pazienza richiede molta pratica.
- Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come dimostrarlo.
- Che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando cadrai, è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti.
- Che solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che non ti ami con tutto te stesso.
- Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono sciocchezze: sarebbe una tragedia se lo credesse.
- Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno. Nella maggior parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso.
- Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non si ferma, aspettando che tu lo ripari.
- Forse Dio vuole che incontriamo un po’ di gente sbagliata prima di incontrare quella giusta, così quando finalmente la incontriamo, sapremo come essere riconoscenti per quel regalo.
- Quando la porta della felicità si chiude, un’altra si apre, ma tante volte guardiamo così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che è stata aperta per noi.
- La miglior specie d’amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un portico e camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai via senti che è come se fosse stata la miglior conversazione mai avuta.
- E’ vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi
.- Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un’ora per piacergli, e un giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo.
- Non cercare le apparenze, possono ingannare.
- Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi.- Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole solo un sorriso per far sembrare brillante una giornataccia.
- Trova quello che fa sorridere il tuo cuore.
- Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero!
- Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere, perché hai solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare.
- Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano, speranza sufficiente a renderti felice.
- Mettiti sempre nei panni degli altri. Se ti senti stretto, probabilmente anche loro si sentono così.
- Le più felici delle persone, non necessariamente hanno il meglio di ogni cosa; soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino.
- Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato, non puoi andare bene nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e i tuoi dolori.
- Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano. Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l’unico che sorride e ognuno intorno a te piange.

L'amore



L'Amore - Il Profeta di Kahlil Gibran
Allora Almitra disse: Parlaci dell'Amore.Ed egli sollevò il capo e guardò il popolo, e una gran pace discese su di loro. E a voce alta disse:Quando l'amore vi fa cenno, seguitelo,Benché le sue strade siano aspre e scoscese.E quando le sue ali vi avvolgono, abbandonatevi a lui,Benché la spada che nasconde tra le penne possa ferirvi.E quando vi parla, credetegli,Anche se la sua voce può mandare in frantumi i vostri sogni come il vento del nord lascia spoglio il giardino.Perché come l'amore v'incorona così vi crocifigge. E come per voi è maturazione, così è anche potatura.E come ascende alla vostra cima e accarezza i rami più teneri che fremono al sole,Così discenderà alle vostre radici che scuoterà dove si aggrappano con più forza alla terra.Come fastelli di grano, vi raccoglierà.Vi batterà per denudarvi.Vi passerà al crivello per liberarvi dalla pula.Vi macinerà fino a farvi farina.Vi impasterà fino a rendervi plasmabili.E poi vi assegnerà al suo fuoco sacro, perché possiate diventare il pane sacro nei sacri conviti di Dio.Tutto questo farà in voi l'amore, affinché conosciate i segreti del cuore, e in quella conoscenza diventiate un frammento del cuore della Vita.Ma se avrete paura, e cercherete soltanto la pace dell'amore ed il piacere dell'amore,Allora è meglio che copriate le vostre nudità, e passiate lontano dall'aia dell'amore,Nel mondo senza stagioni dove potrete ridere, ma non tutto il vostro riso, e piangere, ma non tutto il vostro pianto.. . . . . L'amore non dà nulla all'infuori di sé, né prende nulla se non da se stesso.L'amore non possiede né vuol essere posseduto,Perché l'amore basta all'amore.Quando amate non dovreste dire: "Dio è nel mio cuore" ma, semmai, "sono nel cuore di Dio".E non crediate di guidare il corso dell'amore, poiché l'amore, se vi trova degni, guiderà lui il vostro corso.L'amore non desidera che il proprio compimento.Ma se amate e quindi avete desideri, i vostri desideri siano questi:Sciogliersi e farsi simili a un ruscello che scorra e canti alla notte la sua melodia.Conoscere il martirio della troppa tenerezza.Esser feriti dal vostro proprio intendere l'amore,E sanguinare di buon grado, gioiosamente.Svegliarsi all'alba con un cuore alato e dire grazie a un nuovo giorno d'amore;Riposare nell'ora meridiana e meditare sull'estasi amorosa;Tornare a casa con gratitudine la sera;E addormentarsi con una preghiera per chi amate nel cuore, e un canto di lode sulle labbra.

mercoledì 11 marzo 2009

I FRATELLI E LA RONDINE



I FRATELLI E LA RONDINE
Molto tempo fa, in un piccolo paese abitavano due fratelli, molto diversi tra loro.Il maggiore era conosciuto per la sua antipatia e scontrosità; il più giovane, invece, era cortese e onesto.Dopo la morte dei genitori, il primogenito aveva iniziato ad occuparsi dell'azienda di famiglia, ma, in poco tempo, a causa di un'amministrazione avventata, fece bancarotta. Poiché era disonesto, aveva trafficato in modo de tenere per sé parte della fortuna del padre, senza dare niente al fratello.L'altro, infatti, che aveva una grande famiglia con dieci figli, era rimasto senza denaro e viveva in miseria.Un giorno, costui si recò a casa del fratello maggiore per chiedere un po' di riso.Gli aprì la porta la cognata. L'avventore salutò con affetto e chiese: «Mi dai un po' di riso per sfamare la mia famiglia?»In tutta risposta, la donna lo colpì sulla guancia con un mestolo sporco di riso.L'uomo, per nulla arrabbiato, anzi ringraziandola per il riso che era rimasto attaccato al viso, se ne andò. Tornando a casa, scoprì che una rondine, che aveva fatto il nido sotto il tetto del fratello, era stata attaccata da un serpente ed era ferita ad una zampa. L'uomo la mendicò e la rondine poté così migrare.Passò un anno e la rondine fece ritorno, portando con sé un seme che fece cadere davanti alla capanna dell'uomo che l'aveva medicata. Costui trovò il seme e lo mise sotto terra. Nacquero delle zucche giganti, che, con grande sorpresa dell'intera famiglia, contenevano molti tesori. Quella famiglia diventò così la più ricca del villaggio.Venuto a conoscenza della storia, il fratello maggiore cercò una rondine, le ruppe la zampina e la medicò. L'anno dopo, la rondine posò un seme da­vanti alla casa di quell'uomo. Costui lo seminò e crebbero zucche enormi, dalle quali uscirono decine di folletti che rubarono tutti i tesori della sua famiglia. E così il primogenito si ritrovò senza nulla.Allora il più giovane prese la metà delle proprie ricchezze, le diede al fratello più vecchio e le due famiglie vissero a lungo in prosperità.
***Ogni favola a lieto fine svela il segreto della felicità: per trovare la fortuna dobbiamo essere buoni, generosi, altruisti e confidare in una forza più grande di noi.Una metafora della vita. Se siamo generosi, infatti, prima o poi, saremo ricompensati

lunedì 9 marzo 2009

I tre alberi


I tre alberi(Paulo Coelho)

Sulla vetta di una montagna, coperta di pascoli e pinete profumate di resina, spuntarono un giorno tre piccoli alberi. Nei primi tempi erano così teneri e verdi che si confondevano con l'erba e i fiori che prosperavano intorno a loro. Ma, primavera dopo primavera, il loro piccolo tronco si irrobustì. Le sfide autunnali e invernali per fronteggiare i venti e le bufere li riempivano di gioia baldanzosa. Dall'alto della loro casa verde guardavano il mondo e sognavano. Come tutti coloro che stanno crescendo, sognavano quello che avrebbero voluto diventare da grandi. Il primo albero guardava le stelle che brillavano come diamanti trapuntati sul vestito di velluto nero della notte. "Io sopra ogni cosa vorrei essere bello. Vorrei custodire un tesoro" disse. "Vorrei essere coperto d'oro e contenere pietre preziose. Diventerò il più bello scrigno per tesori del mondo". Il secondo alberello guardava il torrente che scendeva serpeggiando dalla montagna, aprendosi il cammino verso il mare. L'acqua correva e correva, gorgogliando e scherzando con i sassi, un momento era lì e poco dopo già era scomparsa all'orizzonte. E niente riusciva a fermarla. "Io voglio essere forte. Sarò un grande veliero" disse. "Voglio navigare sugli oceani sconfinati e trasportare capitani e re potenti. Io sarò il galeone più forte del mondo". Il terzo alberello contemplava la valle che si stendeva ai piedi della montagna e guardava la città che si indovinava nella foschia azzurrina. Laggiù formicolavano uomini e donne. "Io non voglio lasciare questa montagna" disse. "Voglio crescere tanto che quando la gente si fermerà per guardarmi, dovrà alzare gli occhi al cielo e pensare a Dio. Io diventerò il più grande albero del mondo!". Gli anni passarono. Caddero le piogge, brillò il sole, e i piccoli alberelli divennero tre alberi alti e imponenti. Un giorno, tre boscaioli salirono sulla montagna, con le loro scuri a tracolla. Uno dei boscaioli squadrò ben bene il primo albero e disse: "E' un bell'albero. E' perfetto". Dopo pochi minuti, stroncato da precisi colpi d'ascia, il primo albero piombò al suolo. "Ora sto per trasformarmi in un magnifico forziere" pensò l'albero. "Mi affideranno in custodia un tesoro favoloso". Il secondo boscaiolo guardò il secondo albero e disse: "Questo albero è vigoroso e solido. E' proprio quello che ci vuole". Sollevò la scure, che lampeggiò al sole, e abbatté l'albero. "D'ora in poi, navigherò sui mari infiniti e i vasti oceani" pensò il secondo albero. "Sarò una nave importante, degna dei re". Il terzo albero si sentì mancare il cuore, quando il boscaiolo lo fissò. "Per me va bene qualunque albero" pensò il boscaiolo. L'ascia balenò nell'aria e, poco dopo, anche il terzo albero giaceva sul terreno. I loro bei rami, che fino a poco prima avevano scherzato con il vento e protetto uccelli e scoiattoli, furono stroncati uno a uno. I tre tronchi furono fatti rotolare lungo il fianco della montagna, fino alla pianura. Il primo albero esultò quando il boscaiolo lo portò da un falegname. Ma il falegname aveva ben altri pensieri che mettersi a fabbricare forzieri. Con le sue mani callose trasformò l'albero in una mangiatoia per animali. L'albero che era stato un tempo bellissimo non fu ricoperto di lamine d'oro né riempito di tesori. Era coperto di rosicchiature e riempito di fieno per nutrire gli animali affamati della fattoria. Il secondo albero sorrise quando il boscaiolo lo trasportò al cantiere navale, ma quel giorno nessuno pensava a costruire un veliero. Con grandi colpi di martello e di sega, l'albero fu trasformato in una semplice barca da pescatori. Troppo piccola, troppo fragile per navigare su un oceano o anche solo su un fiume, la barca fu portata in un laghetto. Tutti i giorni, trasportava carichi di pesce, che la impregnavano di odore sgradevole. Il terzo albero divenne tristissimo quando il boscaiolo lo squadrò per farne rozze travi che accatastò nel cortile della sua casa. "Perché mi succede questo?" si domandava l'albero, ricordando il tempo in cui lottava con il vento sulla cima della montagna. "Tutto quello che volevo era svettare sul monte per invitare la gente a pensare a Dio". Passarono molti giorni e molte notti. I tre alberi quasi dimenticarono i loro sogni. Ma una notte, la luce dorata di una stella accarezzò con i suoi raggi il primo albero, proprio nel momento in cui una giovane donna con infinita tenerezza sistemava nella mangiatoia il suo bambino appena nato. "Avrei preferito costruirgli una culla" mormorò suo marito. La giovane mamma gli sorrise, mentre la luce della stella scintillava sulle assi lucide e consunte che un tempo erano state il primo albero. "Questa mangiatoia è magnifica" rispose la mamma. In quel momento, il primo albero capì di contenere il tesoro più prezioso del mondo. Altri giorni e altre notti passarono. Una notte, un viaggiatore stanco e i suoi amici si imbarcarono sul vecchio battello da pesca, che un tempo era stato il secondo albero. Mentre il secondo albero, diventato barca, scivolava tranquillamente sull'acqua del lago, il viaggiatore si addormentò. All'improvviso, dopo lo schianto di un tuono, in una ridda di fulmini e violente ondate, scoppiò la tempesta. Il piccolo albero tremò. Sapeva di non avere la forza di trasportare in salvo tante persone con quel vento e con la violenza di quelle onde. Le sue fiancate scricchiolavano penosamente per lo sforzo. Preoccupati, gli amici svegliarono il misterioso viaggiatore. L'uomo si alzò, spalancò le braccia, sgridò il vento e disse all'acqua del lago: "Fa' silenzio! Calmati!". La tempesta si quietò immediatamente e si fece una grande calma. In quel momento, il secondo albero capì che stava trasportando, come desiderava, un re, anzi, il re dei cieli, della Terra e degli infiniti oceani. Poco tempo dopo, un Venerdì mattino, il terzo albero fu molto sorpreso quando le sue rozze travi furono tolte di malagrazia dalla catasta di legname dimenticato. Furono trasportate nel mezzo di una folla vociante e irosa, sbattute sulle spalle torturate di un uomo, che poi su di esse fu inchiodato. Il povero albero si sentì orribile e crudele. E piangeva, reggendo quel povero corpo tormentato... lui che voleva che la gente grazie a lui vedesse Dio! Ma la Domenica mattina, quando il sole si levò alto nel cielo e tutta la Terra vibrò di una gioia immensa, il terzo albero seppe che non aveva trasportato un uomo qualunque, ma aveva trasportato Dio! In quel mattino seppe e capì che l'amore di Dio aveva trasformato tutto. Aveva fatto del primo albero il meraviglioso scrigno del più tenero e incredibile dei tesori. Aveva reso il secondo albero forte portatore del Creatore del cielo e della Terra. E ogni volta che una persona avesse guardato il terzo albero avrebbe visto Dio! Ogni persona, anche noi, non solo i pochi della Valle... E questo era più che essere solo il più bello, il più forte o il più grande albero del mondo...

sabato 7 marzo 2009

Auguri a tutte le donne!


L'8 marzo è la ricorrenza della festa internazionale della donna, una giornata che sopratutto nell'ambito delle associazioni femministe è il simbolo delle disparità e soprusi che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli. Col passare degli anni il vero significato di questa ricorrenza è andato via-via un po' sfumando, lasciando spazio ad una ricorrenza caratterizzata sempre più prepotentemente da forti interessi politici e commerciali, che vedono in questa festa il loro business.
Una leggenda alquanto controversa, vuole che questa festa nasca in un terribile avvenimento umano e sociale che vide le donne protagoniste nell'ambito lavorativo... Eppure l'unica colpa di queste donne era stata quella di unirsi in una lotta sociale per ottenere delle condizioni di vita più umane e dignitose...
Nel 1908 alcune operaie dell'industria tessile Cotton di New York, organizzarono una protesta con conseguente sciopero contro le terribili condizioni lavorative che venivano loro imposte... La manifestazione di protesta fu portata avanti per giorni, fino a quando l'8 marzo del 1908... il proprietario dell'industria, Mr. Johnson, preso dalla mania dell'onnipotenza malvagia, fece chiudere le scioperanti all'interno della stessa fabbrica e dopo aver bloccato tutte le uscite dall'esterno, vi appiccò un incendio... La tragica conseguenza di questo folle gesto fu che persero la vita arse dalle fiamme ben 129 operaie!!!
Ai soccorritori apparve un'immagine straziante... presero dei rami di mimose da alcuni alberi presenti e coprirono i corpi delle operaie... successivamente, col passare degli anni, quelle stesse mimose che coprirono la morte, divennero il simbolo della vita, della libertà e dell'emancipazione della donna nella società, imponendosi alle pari opportunità e dignità.
La ricorrenza di questo triste avvenimento venne commemorato nei primi anni negli stati Uniti, poi pian piano grazie a Rose Luxemburg e alle organizzazioni femministe si diffuse in tutto il mondo, divenendo così una festa internazionale dal grande significato sociale che ha visto le donne protagoniste riscattare i giusti valori umani e sociali che gli competono...
Pur essendo una storia toccante, le vicende della fabbrica di coton restano una leggenda. In realtà non esiste una ricorrenza e una data certa all'origine della festa della donna è possibile anche, che risalga al 1910 ad opera di Clara Zetkin che durante la II^ conferenza dell'internazionale socialista che si svolse a Copenaghen, propose di dedicare l'8 marzo alle donne di tutto il mondo..
Ma le associazioni femministe italiane sostengono che non c'è alcuna prova che documenti anche questa ipotesi avvenuta a Copenaghen. Di fatto il movimento operaio e socialista dall'inizio del 1900 ha celebrato in date molto diverse le giornate dedicate ai diritti delle donne. L'unica data certa è l'8 marzo 1917 quando le operaie russe di Pietroburgo manifestarono contro la guerra e la scarsità di tutti i generi alimentari. Le associazioni femministe per dare un significato universale della ricorrenza e meno politico, omisero le manifestazioni rivoluzionarie russe, preferendo ricollegare la festa della donna ad un drammatico episodio fantastico, subito dalle donne in una fabbrica americana.
Col passare del tempo questa ricorrenza è diventata una festa alquanto strana, e non sembra più una triste ricorrenza o la festa del riscatto sociale delle donne, l'impressione di questa festa è che sembrerebbe abbia assunto quella della giornata della trasgressione o della libertà senza freni morali, dove l'abbandonarsi alle più sfrenate libertà sia quasi la meta della propria identità, altrimenti limitata dalle imposizioni morali, sociali e familiari di ogni dì.
La festa della donna resta per me, non maschilista, una festa di grande importanza sociale e umana, che ha segnato una svolta nel riscatto delle donne nel contesto sociale, che le ha viste negli anni, protagoniste nell'affermarsi con dignità nel riscatto della libertà, della stessa femminilità, nell'emancipazione, parità di diritti e opportunità nel contesto lavorativo, politico e sociale... malgrado ciò, è evidente che molto ancora resta da fare e da lottare affinché le resistenze del dominio maschilista all'interno delle istituzioni e della società vengano superate senza pregiudizi... e che sia terra fertile per le donne di quei paesi sottosviluppati, dove ancora oggi vengono umiliate solo per la semplice colpa di essere donne... è forse una colpa essere figli di nostra madre?
Perciò non è trasgredendo che si festeggia, ma si dovrebbe festeggiare per i risultati ottenuti in favore delle donne e per quelli che verranno in tutti i paesi del mondo, ricordando che tutto è passato attraverso gli abusi e soprusi sulle donne schiavizzate, che nella speranza di vedere cambiare una società dove i diritti e la libertà non fossero limitati dall'essere uomo o donna... Allora, sia questo giorno, un giorno speciale per affermare e diffondere nel mondo il grande ideale di libertà dell'emancipazione femminile, auspicato, voluto e raggiunto grazie dallo spirito di sacrificio e capacità delle donne che hanno saputo nei valori, riconoscersi nella loro identità... oltre la trasgressione e il business...
AUGURI ALLE DONNE DI TUTTO IL MONDO!!!

La colomba della speranza



LA COLOMBA DELLA SPERANZA
Una volta, incredibilmente, nacque una colomba nera, tutta nera, come la notte.Le sue sorelle invece erano candide come la neve.La colomba non aveva subito capito d'essere diversa; si accorse che la sua vita sarebbe stata differente da quella delle compagne quando cominciò ad essere derisa e lasciata sola: pareva che nessuno volesse volare con lei, perché era come una macchia nel candore del bianco.Divenuta grande fu allontanata dallo stormo.E così, sola e sconsolata, la colomba nera decise di volare lontano.Volò oltre i confini del paese in cui era nata; volò oltre le montagne che sembrano così alte da non poter essere scavalcate; volò sopra i mari, dove il blu si confonde con l'azzurro del cielo; volo senza sosta, sia con il bello sia con il brutto tempo.Arrivò in un luogo molto freddo, dove la terra era tutta coperta di ghiaccio e tutto era bianco. Ai confini di quel freddo glaciale la colomba notò un albero fiorito, sui rami del quale erano sbocciati dei fiorellini color rosso fuoco; di così belli non ne aveva mai visti! Ne prese uno e lo tenne stretto nel becco.Poi continuò a volare sopra il ghiaccio. Poco dopo, quando ormai avvertiva che sarebbe precipitata per la stanchezza e per il freddo, scorse dall'alto alcune persone. Si avvicinò e vide un uomo, una donna e due bambini seduti sulla neve.La mamma si lamentava dicendo: «Poveri noi, la strada e cosi lunga, siamo stanchi, chissà quanto manca. Eppure ai confini di questo interminabile ghiacciaio ci aspetta una nuova vita, migliore». Il papa, stanco di incoraggiare la famigliola, proteggeva col pesante cappotto l'ultimo nato; i due bambini, vedendo d'uccellino, tentarono di abbozzare un sorriso, anche se i loro occhi erano tristi. La colomba si avvicinò e porse il fiore alla mamma.Quel fiore stava a significare che non molto lontano sbocciava la vita.La donna si rialzò e riprese il cammino, seguita dagli altri, nella direzione da cui era arrivata la colomba.I cinque si allontanarono, con la donna che apriva la fila e teneva stretto fra le mani il fiore rosso. Quel puntino colorato nel candore del bianco ebbe il potere di risvegliare la speranza e di far ritrovare il cammino di una vita migliore.***Tutti possiamo diventare motivo di speranza, aiutandoci a ritrovare le vie di una vita migliore.Questo, nella misura in cui sapremo accettare le diversità, valorizzarle e unirle per un cammino da fare insieme, più ricco e più sicuro.


giovedì 5 marzo 2009

Nella mano

NELLA MANO
Quella sera la lucciola era più inquieta del solito. Volgeva gli occhi al cielo stellato e, sospirando, pensava: «Mi sento fuori posto! Dovrei brillare lassù, in alto; certamente una cattiva sorte mi ha fatta precipitare quaggiù...». Proprio quella sera la lucciola prese coraggio, spiegò le ali e si lanciò in alto. Mentre s'innalzava, però, persa in quella silenziosa e buia immensità, il fiato cominciò a mancarle, il suo cuore si mise a pulsare ansioso e un nodo le serrò la gola. A tratti sembrava farcela... Più spesso però lo sfinimento prendeva il sopravvento. Ad un certo punto sentì l'ardore e le forze venir meno. Ebbe un solo singhiozzo. sconsolato e poi si lasciò cadere. La povera lucciola pensò di essere finita per sempre. In quel momento, pur breve, si pentì della propria audacia, pensò che sarebbe stato meglio se si fosse accontentata di vivere su questa terra, come facevano le sue compagne. Non si sentiva però di rinnegare il proprio desiderio e pensava: «Sarebbe stato proprio bello poter brillare lassù, sentirsi osservata dai cuori puri e dai poeti, diventare per qualcuno “importante”, “magica”, “incantevole", "stupenda", come accade per ogni stella». All'improvviso la lucciola si ridestò in un calore strano e si sentì più viva e più lucente che mai. Era stata raccolta dal palmo della mano di una bambina che ripeteva con emozione: «Mamma, guarda... una stella!». La lucciola chiuse gli occhi, beata, lasciando che il suo cuore rifulgesse di luce in quel tenero piccolo cielo. ***Quando alziamo lo sguardo verso il cielo, i confini della nostra storia si allargano e iniziano nuoveavventure. Il cielo rappresenta l'universo dei sogni, il desiderio più segreto, il mondo senza confini, quello che vorremmo diventare al di là dei nostri limiti, la persona del nostro cuore, la felicità senzafine.

domenica 1 marzo 2009

La rabbia




Arrabbiarsi allontana (Gandhi)


Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli: “Perchè le persone gridano quando sono arrabbiate?” “Gridano perchè perdono la calma” disse uno di loro. “Ma perchè gridare se la persona sta al suo lato?” disse nuovamente il pensatore “Bene, gridiamo perchè desideriamo che l’altra persona ci ascolti” replicò un altro discepolo E il maestro torna a domandare: “Allora non è possibile parlargli a voce bassa?” Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore. Allora egli esclamò: ” Voi sapete perchè si grida contro un’altra persona quando si è arrabbiati? Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l’uno con l’altro. D’altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente. E perchè? Perchè i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano solamente sussurrano. E quando l’amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. E’ questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano.” In fine il pensatore concluse dicendo: “Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perchè arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare.”

(Gandhi)

Un angelo inviato sulla terra


UN ANGELO INVIATO SULLA TERRA

Nella vita del Paradiso c'è un momento particolare che le anime attendono con trepidazione: ed è quando il Padre chiama alcune di loro e le invia sulla terra. Queste però sono restie ad abbandonare quel luogo così bello e gioioso; per questo motivo, quando arriva il momento di partire, il Signore le chiama, una a una, e dice loro alcune parole di incoraggiamento. Un giorno venne il turno di una di quelle anime che veramente amano Dio al di sopra di tutto. Essa si presentò di fronte a Lui e lo salutò con riverenza: «Padre, mi hai mandato a chiamare?». «Sì, piccola! E giunto anche per te il momento di lasciare questo luogo, ma solo per un po'... Ti dispiace?». «Dolce Padre, la mia gioia è piena solo quando posso fare ciò che ti piace. Se tu lo vuoi, io sono pronta!». IL Signore sapeva che avrebbe risposto così, ma, al sentire quelle parole si commosse e, compiaciuto, disse: «Ho pensato per te un compito difficile. Non hai paura?». «No, padre, perché so che sarai sempre con me!». Dio aggiunse: «Poiché dovrai affrontare una vita terrena non facile, ti concedo un privilegio che non è dato a tutti: scegliti il tuo Angelo Custode!». L'anima rispose: «Dolce Padre, il tuo è un dono prezioso! Mi piacerebbe,avere accanto a me un Angelo importante, ma so che loro hanno già tanto da fare... Scelgo un Angelo tra i più piccoli e allegri, perché non mi lasci mai abbattere dalla tristezza e dallo sconforto e mi faccia sempre sorridere». Il Signore fu contento di quella risposta. Esaudì il desiderio di quell'anima e la inviò sulla terra. Ed ecco, dopo nove mesi del tempo. umano, nacque una bambina diversamente abile…
***Non sempre quello che riteniamo una disgrazia è davvero tale. Ci sono messaggi, verità, sorprese, segreti più grandi di noi... È così che una croce, una "disgrazia" per la mentalità comune, può tradursi in "sogno"... E una persona "disgraziata", secondo i criteri di oggi, in verità può incarnare un "Angelo"...

Musica...e radio

L'amicizia è un sentimento unico che rende la vita degna di essere vissuta...

L'amicizia è un sentimento unico che rende la vita degna di essere vissuta...
Trova il tempo di essere AMICO...è la strada della felicità...