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giovedì 23 ottobre 2008

Manifestazioni...e scioperi


GELMINI: CONVOCHERO' STUDENTI
Intanto oggi il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha teso una mano agli studenti annunciando che li convocherà da domani per discutere assieme sulle ragioni della protesta.
"Convocherò da domani tutte le associazioni degli studenti per aprire uno spazio di confronto a una sola condizione: che si discuta sui fatti", ha detto il ministro Gelmini al Senato in sede di replica dopo il dibattito generale sul decreto sulla scuola.
Nel frattempo anche stamani, in tutta Italia, gli studenti di superiori e università hanno tenuto nuove manifestazioni, cortei e blocchi per protestare contro la riduzione dei finanziamenti statali per gli atenei, il blocco del turnover del personale, il rischio di privatizzazione dell'università e contro il decreto Gelmini, che prevede, tra l'altro, il ritorno al maestro unico alle elementari e sostanziosi tagli nel corpo docente per ridurre la spesa.
Sul fronte delle proteste, contemporaneamente alla riunione tecnica al Viminale, alcune migliaia di studenti in corteo -- al grido di slogan come "La gente come noi non molla mai" e "Noi la crisi non la paghiamo" -- hanno sfilato pacificamente a poche decine di metri a Palazzo Madama.


"E' la prima volta che la protesta va dalle elementari all'università...

(Dopo le dichiarazioni di ieri di Berlusconi) la preoccupazione è altissima", ha detto un insegnante di un liceo del centro di Roma che partecipava alla protesta.

lunedì 6 ottobre 2008

Povera scuola!!!

RIFORMA GELMINI

IL MITO DELLA SCUOLA ELEMENTARE di Luca Ricolfi
(La Stampa, 25 settembre 2008)


Ci sono, nelle politiche governative in materia di istruzione, parecchie cose che mi lasciano perplesso. Ad esempio la mancanza di una diagnosi convincente dei mali della nostra scuola e della nostra università. Il vuoto di iniziative forti per aumentare il numero di asili nido, specialmente nel Mezzogiorno (uno dei cosiddetti obiettivi di Lisbona: portare la copertura al 33% entro il 2010, contro l’11% attuale). Soprattutto non mi piace per niente il fatto che all’Università (dove lavoro) i tagli della manovra finanziaria 2009-2011 siano uguali per tutti gli Atenei, quando da anni - grazie ad una serie di ottime ricerche - si sa con precisione quali sono gli atenei che spendono (relativamente) bene i loro fondi e quali li dilapidano in una corsa senza senso all’aumento del personale e agli avanzamenti di carriera.E tuttavia, nonostante queste riserve, stento a capire l’incredibile pioggia di critiche, insulti, manifestazioni, sceneggiate, lezioni di pedagogia (e talora di democrazia) che sono state riversate sul neo-ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini non appena ha cominciato a occuparsi di scuola, e in particolare di quella elementare (per una rassegna consiglio di vistare il sito del Partito democratico e quello della Cgil-scuola, ora ridenominata Flc).Il mio stupore nasce da due ragioni distinte. La prima è che, andando a controllare le cifre (DL 112, art. 64, comma 6), si scopre che la maggior parte dei numeri spaventa-famiglie che sono stati agitati sono semplicemente falsi. Non è vero che il bilancio della scuola subirà tagli per 8 miliardi: il taglio del prossimo anno sarà inferiore a 0,5 miliardi (1% del budget), i tagli netti previsti per il triennio 2009-2011 sono pari a 3,6 miliardi spalmati su tre anni. Non è vero che saranno licenziati 87 mila insegnanti: la riduzione del numero di cattedre avverrà limitando le nuove assunzioni, la cifra di 87 mila insegnati in meno si raggiungerà nel 2012 e include nel calcolo le riduzioni già pianificate da Prodi (circa 20 mila unità, a suo tempo giudicate insufficienti nel Quaderno bianco sulla scuola pubblicato giusto un anno fa dal precedente governo). Non è vero che, nelle scuole elementari, sparirà il tempo pieno e tutti i bambini dovranno tornare a casa alle 12,30: l’introduzione del maestro unico, con conseguente soppressione delle ore di compresenza, libererà un numero di ore più che sufficiente ad aumentare le ore di tempo pieno eventualmente richieste dalle famiglie. Né si vede su quali basi l’opposizione agiti lo spettro di una riduzione degli insegnanti di sostegno, o della chiusura delle scuole di montagna (nessuna norma della Finanziaria lo prevede, e il ministro ha esplicitamente escluso tale eventualità).Ma c’è un secondo motivo per cui mi è incomprensibile lo tsunami anti-Gelmini di queste settimane: i critici danno per scontato che la scuola elementare così com’è vada bene, e che l’introduzione del maestro unico sia una scelta didatticamente sbagliata. Può darsi, ma non ne sarei così sicuro, e vorrei spiegare perché. Se la scuola elementare italiana fosse così ben congegnata come ripetono i suoi paladini, forse non osserveremmo quotidianamente quel che invece osserviamo. E cioè che sia nelle scuole medie sia (incredibilmente) all’università tantissimi ragazzi, oltre a fare errori di grammatica e ortografia con cui un tempo nessuno avrebbe preso la licenza elementare, non sanno organizzare un discorso né a voce né per iscritto, non sono in grado di progettare una tesi o una tesina, non conoscono il significato esatto delle parole, fanno sistematicamente errori logici, non sanno spiegare un concetto né costruire un’argomentazione, insomma non capiscono e non riescono a farsi capire se non in situazioni ultra-semplici (in una parola sono «ignoranti», secondo la bella definizione del libro di Floris uscito in questi giorni: La fabbrica degli ignoranti, Rizzoli). In breve i ragazzi spesso sono debolissimi proprio nell’organizzazione del pensiero e nella padronanza del linguaggio, ossia precisamente in ciò che avrebbero dovuto acquisire nei cinque anni di scuola elementare. Il sospetto è che la scuola elementare di oggi, pur essendo perfetta come luogo di socializzazione e di ricreazione, sia ben poco capace di trasmettere conoscenze e formare capacità, ivi compresa la capacità di concentrarsi, di ordinare le idee, di autovalutarsi, di mettere impegno in attività non immediatamente gratificanti.A questa osservazione si potrebbe obiettare, e certamente qualcuno obietterà, che sia i test nazionali (Invalsi) sia i test internazionali (Pirls, Timss, Pisa) ci restituiscono un’immagine ben più ottimistica della scuola elementare italiana. Ma questo è vero solo in parte. I test internazionali condotti sui bambini in quarta elementare danno risultati opposti a seconda degli ambiti considerati (l’Italia è ai primi posti nei test di lettura, ma precipita agli ultimi sia in quelli di matematica sia in quelli di scienze). Quanto ai test nazionali essi indicano che il declino dei livelli di apprendimento fra i 7 e i 16 anni è costante e inizia già nelle elementari (in quarta i bambini vanno sensibilmente peggio che in seconda). Forse la cattiva fama della scuola media inferiore e dei suoi insegnanti è in parte immeritata: è vero, i risultati dei ragazzi delle medie sono pessimi, ma forse lo sono proprio perché la scuola elementare - con la sua impostazione ludica - non li prepara alle prove che dovranno affrontare quando entreranno in un mondo vero, meno protetto, in cui ci sono anche frustrazioni e si deve essere capaci di studiare da soli (cosa che molti bambini non imparano mai a fare: un effetto perverso del tempo pieno?).
Conclusione? Nessuna, solo una preghiera: anziché fare dello spirito sul grembiulino e del terrorismo sul tempo pieno, proviamo a riflettere seriamente - ossia senza preconcetti ideologici - sui vizi e le virtù della nostra scuola elementare.

venerdì 22 agosto 2008

Italiani...troppo cafoni in spiaggia


Gli italiani? Troppo cafoni in spiaggia. Cosi' ci vedono gli stranieri secondo un'indagine effettuata sulle spiagge italiane dal Codacons. Tra i comportamenti degli italiani piu' sgraditi agli stranieri sono: rispondere ad un cellulare che squilla di continuo e parlare ad alta voce, rimproverare i figli ad alta voce, giocare a calcio, mangiare come se si fosse al ristorante ed invadere lo spazio tra un ombrellone e l'altro, le cicche di sigarette o la carta del gelato sulla sabbia.

giovedì 21 agosto 2008

Mamma a 55 anni...!!!


Cinquantacinque anni, indiana, temperamento forte. L'ostinazione di chi, prima o poi, ottiene quello che vuole. E ce l'ha fatta: è diventata mamma, grazie all'inseminazione artificiale. Ha dato alla luce quattro gemelli, tutti maschi. «Aspettiamo questo momento da quindici anni - ha detto il papà dei bimbi, Pabla Maghar Singh, 38 anni - Siamo davvero felici». I suoi occhi parlano da sè. Il peso dei piccoli, nati prematuri, varia tra il 750 e i 980 grammi. Stanno bene, ma sono ancora in incubatrice nel reparto di terapia intensiva neonatale del Poma. Anche le condizioni della donna si sono stabilizzate. Il suo parto è stato un'odissea. L'ultimo caso del genere risale a circa trent'anni fa. «Quattro gemelli in una volta - dicono i medici dell'ospedale Poma di mantova - è il nostro record».Un parto plurigemellare, quadrigeminale per l'esattezza. Un caso raro, delicato. Di quelli che non capitano da decenni. Una gravidanza a rischio come poche, per tutta una serie di ragioni. La mamma ha cinquantacinque anni. A due giorni dal taglio cesareo la situazione si complica per uno squilibrio cardiocircolatorio. E' la vigilia di ferragosto, la città è paralizzata. Ma non il Poma. Solo in quel giorno nascono dieci bambini, di cui sette prematuri.Protagonista della storia è una donna indiana, risiede a Suzzara da quindici anni e lavora per un'impresa di pulizie. Pabla, suo marito, 38 anni, è un metalmeccanico. Con loro vive la sorella di lei, in zona il fratello di lui. Pabla e sua moglie vogliono dei bambini. Fortemente, per quindici lunghi anni. Tentano la strada dell'inseminazione artificiale: in Italia non funziona, in India sì. Nascono così, al settimo mese, Manav, Manmeet, Roshan e Radveer. Quattro creature esili, nessuna raggiunge il chilo.«Nel nostro Paese - spiega Fabrizio Taddei, primario del reparto di ostetricia e ginecologia del Poma - la legge 40 vieta la donazione di ovuli. Questa coppia ha fatto una scelta e noi abbiamo gestito al meglio un'emergenza». A far partorire la donna è stato il dottor Guido Milani: «La paziente ha affrontato il tutto molto serenamente, prima e dopo l'intervento. E' una donna coraggiosa, forte».
Ma quanti rischi può comportare una gravidanza gemellare e plurima? «Molti. Il pericolo di handicap cresce con l'aumentare del numero dei bambini. E per una donna di 55 anni il rischio di ipertensione è davvero elevato. Ecco perché davanti allo scompenso cardiocircolatorio abbiamo deciso di operare subito». Dopo il parto la mamma è finita in terapia intensiva, i piccoli in Rianimazione. Presto si riuniranno in un reparto per madri nutrici. Finalmente insieme.Cosa si prova di fronte a un caso come quello di questa donna? «Umanamente soggezione - conclude Taddei - Parliamo di una situazione particolarmente complessa. Ma la soddisfazione professionale è tanta». Un contributo determinante è offerto dal reparto di terapia intensiva neonatale, che aiuta a gestire i parti plurimi di bambini che non arrivano al chilo. Come i quattro gemellini indiani.ALTRE MAMME RECORD OLTRE I 60 ANNIMamma di quattro gemelli ma a rendere eccezionale l'evento è anche l'età della donna che ha 55 anni. Tutti e 5 stanno bene, hanno raccontato i medici. Protagonista è una donna di nazionalità indiana che da 15 anni abita con il marito a Suzzara e lavora in un'impresa di pulizia. La madre, che era ricorsa ad inseminazione artificiale in India, ora si sta riprendendo da una complicata situazione di squilibrio cardiocircolatorio che l'aveva colpita due giorni prima del parto avvenuto con taglio cesareo. La donna era ricorsa ad inseminazione artificiale in India, dopo vari tentativi falliti in Italia. Chiara Bottura, primario di neonatologia della struttura, ha confermato le buone condizioni dei neonati.In Italia come nel resto del mondo, aumenta il numero di bambini che nascono da mamme over 40, ma per le ultracinquantenni i numeri sono molto piccoli.
Uno studio pubblicato su Population and development ha dimostrato che in alcune nazioni (Usa, Svezia, Danimarca) la percentuale di gravidanze tardive è raddoppiata in 30 anni, passando dall'1,2-1,4% del 1970 al 2,3-2,9% del 2003. In Paesi come Francia, Spagna e Olanda, invece il dato è rimasto pressocché stabile (2,7%), ma è comunque inferiore al dato relativo all'Italia nel 2003 (3,9%), cresciuto nel 2005 a 4,6%.
ECCEZIONALE!!!! Che forza questa donna...eccezionale!!!
Alla faccia della legge 40...la più grande cattiveria che si poteva partorire contro una donna che ha problemi di sterilità!!!

mercoledì 20 agosto 2008

La scuola italiana

LA MATTANZA E LA SCUOLA ITALIANA.

La scuola italiana come una mattanza, antica e tradizionale pesca del tonno presso l’isola di Favignana che consiste nel governare la direzione dei branchi attraverso una lunga rete di sbarramento fino a costringerli ad entrare in una sequenza di camere dalle quali, disorientati, non hanno più modo di uscire ed arrivare infine alla cosiddetta camera della morte. Il docente italiano ha fatto la fine del tonno.Sono anni, da Berlinguer alla Gelmini, che i nostri governanti preparano questa sequenza di camere e i prossimi anni possono ben definirsi, per i docenti “tonni” e precari, l’ultima camera, quella della morte della scuola pubblica italiana.Proprio così, una vera mattanza. Si uccidono professionalità e speranze di tanti docenti precari. E quando dico docenti parlo di veri insegnanti, quelli con tanto di laurea, abilitazione e decenni di esperienza professionale svolta sul campo, in diverse scuola e con centinaia di ragazzi. Chissà quanti lo avranno già detto o scritto. Hanno studiato, lavorato e con passione svolto la loro professione e adesso “fuori”. Il 90% sarà senza lavoro e per il resto sarà un vero miracolo se otterranno un incarico a tempo determinato. Solo 25mila saranno le assunzioni, che il governo ha regalato, sull’intero territorio nazionale. E’ stato un regalo, è il caso di dirlo, in quanto addirittura si ipotizzava zero assunzioni per il prossimo anno scolastico.Siamo i rami secchi del pubblico impiego e devono eliminarci. “Tagli inevitabili …… sentenzia la Gelmini ……… per uscire dalla crisi, la scuola italiana ha bisogno di essere sottoposta ad una cura da cavallo.” Uscire dalla crisi? Quale crisi, quella della scuola? Ma la scuola è ed è stata sempre in crisi e lo sarà ancor di più con l’attuazione del Decreto Legge 112 di prossima approvazione alla camera dei deputati. Gli allievi per classe aumentano e gli insegnanti diminuiscono e con essi l’attenzione al singolo o al gruppo, la preparazione e le singole strategie di apprendimento.Cura da cavallo! Ma la sig.ra Gelmini conosce questi animali? I cavalli. Sono animali nobili, vanno difesi e protetti e non certo mandati al macello.In base all’art. 64 del Ddl 112, nei prossimi tre anni, si prevede un taglio di 110mila posti di lavoro nel mondo della scuola. Tutto questo alla faccia della tanto decantata politica occupazionale, sbandierata e strombazzata, durante la recente campagna elettorale, da tutte le forze politiche di destra, centro e di sinistra. Dimenticano i signori parlamentari e senatori, sia della maggioranza che dell’opposizione, quanti saranno i docenti, i loro parenti e amici che probabilmente alle prossime elezioni voteranno diversamente o non si recheranno affatto alle urne.Poveri docenti precari. Dopo la “cura da cavallo”, un’altra infelice similitudine nei loro confronti “….. sono 300mila polpette avvelenate lasciate dal passato governo ……” ha dichiarato il ministro Brunetta. Ma a quale governo si riferisce il sig. Brunetta? Vergognatevi tutti. Governo presente, passato, passato prossimo e remoto.Secondo stime effettuate i tagli previsti determineranno un risparmio di centinaia di milioni di euro. Ma, guarda caso, solo il 30% di esso sarà utilizzato per finanziare la carriera dei docenti. Questi docenti, precari e non, che oltre ad uno stipendio al limite della sopravvivenza, pagano le tasse di mese in mese con sicura trattenuta dalla busta paga. E gli altri? Gli evasori? Quanti sono e a quali professioni o lobby appartengono? Sono forse loro le polpette avvelenate che nessun governo vuole eliminare e sono forse loro a cui la sig.ra Gelmini fa riferimento quando parla di “cura da cavallo”. No di certo, parlano di scuola e la scuola pubblica è alla deriva e di certo non è una colpa da addurre al personale scolastico.Ma una colpa c’è, e forse è nostra, dei sindacati. Anche della Gilda degli Insegnanti che:* pur avendo indetto due scioperi nel 2007 contro la finanziaria che preannunciava i succitati tagli;* pur avendo installato, insieme ad altri sindacati, gazebo in tutta la provincia di Salerno per porre all’attenzione pubblica ciò che sarebbe accaduto nel mondo della scuola;* pur avendo manifestato il dissenso davanti alla sede dell'Ufficio Scolastico Regionale Campania e, non ultimo il 23 luglio, a viale Trastevere ROMA, non ha comunque prodotto alcun effetto tale da cambiare qualcosa.“Nostra colpa” per non essere stati capaci di dare motivazioni tali da indignare il personale tutto della scuola e dare più peso alle manifestazioni di protesta, ma anche colpa di tanti docenti non sempre attenti a quanto dichiaravamo e affermavamo.Non c’è da stare allegri in questa calda estate. Molti precari ultra quarantenni e cinquantenni incroceranno le braccia e guarderanno le stelle per i prossimi anni scolastici. Ma di certo non saranno e non saremo seduti.

Prof. Amedeo Milone Coordinatore Provinciale

venerdì 1 agosto 2008

Poesia:una cura di benessere per lo spirito


"Credo che il linguaggio poetico sia la più spontanea e profonda possibilità di narrazione dell'anima".
Queste sono le parole di Roberto Pasanisi, poeta e psicoterapeuta, che dirige a Napoli il Centro italiano studi arte-terapia.
In che modo la poesia può esserci d'aiuto?
"Mai come oggi abbiamo bisogno di poesia. Ascoltare, leggere, scrivere poesia significa fermarsi a riflettere, dare voce a quella parte dimenticata che è la nostra anima, interrogarsi sul significato della vita. Tutti cerchiamo strumenti per leggere il mondo in modo diverso, in maniera meno convenzionale, più liberamente.

La poesia illumina, condensa e abbrevia, dando alle parole profondità e un'energia di espansione che è quasi esplosiva. Riesce così a creare una magia e un'emozione anche solo con poche righe. La poesia può aiutarci a esprimere, e a sentire, emozioni e sentimenti veri e forti, altrimenti inesprimibili.
A scoprire gli spazi infiniti dentro di noi. Ha anche un potere liberatorio:allevia tensioni dell'anima, dà forma alle emozioni.



lunedì 28 luglio 2008

Diciamo STOP alla PEDOFILIA




Voglio cominciare la settimana con un dolce pensiero: I BAMBINI!!!

Io l'adoro...sono i miei occhi...la mia speranza...

Insegno da 21 anni nella scuola elementare...e lo faccio dedicandomi con tutto il mio cuore perchè i bambini sono la mia forza...sono le creature più pure che io abbia mai conosciuto...

Per questo motivo sento di contribuire alla campagna contro i pedofili...

RICORDATEVI:

Tutti i bambini hanno il diritto di essere felici...di giocare...di correre...di divertirsi...

Se ad un bambino viene fatto un abuso di violenza...non dimenticherà mai la violenza subita...e tu gli avrai arrecato danni psicologici...fisici...mentali...avrai rovinato un dono meraviglioso...l'innocenza.

NON ROVINATE LA VITA DEI BAMBINI...

Musica...e radio

L'amicizia è un sentimento unico che rende la vita degna di essere vissuta...

L'amicizia è un sentimento unico che rende la vita degna di essere vissuta...
Trova il tempo di essere AMICO...è la strada della felicità...