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venerdì 31 ottobre 2008

L'uovo


L'uovo(Bruno Ferrero, Quaranta storie nel deserto)


Una donna, che non aveva grandi risorse economiche, trovò un uovo. Tutta felice, chiamò il marito e i figli e disse: "Tutte le nostre preoccupazioni sono finite. Guardate un po': ho trovato un uovo! Noi non lo mangeremo, ma lo porteremo al nostro vicino perché lo faccia covare dalla sua chioccia. Così presto avremo un pulcino, che diventerà una gallina. Noi naturalmente non mangeremo la gallina, ma le faremo deporre molte uova, e dalle uova avremo molte altre galline, che faranno altre uova. Così avremo tante galline e tante uova. Noi non mangeremo né galline né uova, ma le venderemo e ci compreremo una vitellina. Alleveremo la vitellina e la faremo diventare una mucca. La mucca ci darà altri vitelli, finché avremo una bella mandria. Venderemo la mandria e ci compreremo un campo, poi venderemo e compreremo, compreremo e venderemo".
Mentre parlava, la donna gesticolava.
L'uovo le scivolò di mano e si spiaccicò per terra.
I nostri propositi assomigliano spesso alle chiacchiere di questa donna: "Farò... Dirò... Rimedierò...". Passano i giorni e gli anni, e non facciamo niente.

sabato 25 ottobre 2008

30 ottobre:SCIOPERO GENERALE

Il 30 ottobre tutti a Roma per la manifestazione unitaria
Sullo sciopero e la manifestazione unitaria del 30 ottobre ci sembra importante riportare la dichiarazione di Domenico Pantaleo, Segretario generale della FLC Cgil: "La proclamazione dello sciopero generale della scuola per il giorno 30 ottobre 2008, con una grande manifestazione nazionale a Roma, decisa unitariamente da tutte le Organizzazioni sindacali, è la risposta all'arroganza del Governo e della Ministra Gelmini che con le loro scelte stanno distruggendo l'intero settore della Conoscenza pubblica. L'utilizzo dei decreti, il voto di fiducia alla Camera sul DL 137/08, e l'assenza di qualsiasi tavolo di confronto con le Organizzazioni Sindacali sono figli di un'idea autoritaria di società e di istruzione e hanno l'evidente intento di indebolire la funzione del sindacato confederale. Per ragioni esclusivamente economiche si demolisce la nostra Costituzione che ha proprio nella scuola pubblica, aperta a tutti, uno dei suoi principi fondamentali.La scuola, l'università e la ricerca sono, infatti, considerate dal governo un puro costo e le mistificazioni ideologiche della Gelmini servono solo a coprire i tagli di Tremonti.Con queste politiche l'intero sistema dell’istruzione pubblica viene ricondotto ad una cultura aziendalista. Le tante iniziative promosse sul territorio dai sindacati unitariamente, dagli studenti e dalle famiglie, evidenziano un vasto fronte di protesta, che tende ad allargarsi contro questo disegno regressivo. Lo sciopero generale e la manifestazione nazionale hanno l'obiettivo di unificare quel vasto movimento per costringere il governo a rivedere le proprie scelte e ad aprire il confronto, necessario per contribuire ad elevare la qualità dell'intero sistema della conoscenza." Abbiamo predisposto uno speciale sul nostro sito dove è possibile reperire materiali e informazioni sulla piattaforma unitaria, sulle procedure da seguire in occasione dello sciopero, sull'organizzazione della manifestazione e tanto altro.
Ultime fasi parlamentari per il d.l. 137. La Lega Nord vuole classi separate per gli alunni stranieri
Il testo del decreto 137, votato dalla Camera dei Deputati lo scorso 9 ottobre, è stato inviato lo stesso giorno alla VII Commissione Istruzione del Senato, dove ha assunto il n. 1108. La Commissione ha iniziato la discussione in sede referente e durante la seduta del 15 ottobre ha ricevuto anche il parere favorevole da parte della Commissione Affari costituzionali, con il voto contrario dell’opposizione. La discussione è proseguita anche il 16 ottobre. E’ stata fissato il termine per la presentazione degli emendamenti (ore 12 del 17 ottobre). Il calendario prevede che la Commissione prosegua i suoi lavori nella giornata di oggi e di domani per arrivare quindi al parere definitivo e così licenziare il provvedimento per la discussione ed il voto finale in Aula, possibile entro tra il 28 e 29 ottobre: con una nuova fiducia?
Ma all’orizzonte, oltre al piano di razionalizzazione della rete scolastica con le migliaia di tagli di risorse e di personale e del ddl Aprea, si profila una nuovo colpo contro la scuola di tutti e per tutti dopo l’approvazione da parte della Camera di una mozione presentata dalla Lega Nord che prevede, con false e malcelate motivazioni di integrazione, di istituire classi e percorsi didattici separati per gli alunni stranieri che non padroneggiano la lingua italiana. La mozione è stata votata da tutta la maggioranza, anche da coloro che hanno criticato il provvedimento, ma solo dopo il voto però! Non potendo certo chiedere prove d’accesso in “lingua padana” anche la lega è costretta suo malgrado a farsi paladina dell’italianità con i suoi valori e la sua cultura (che offende e vilipende in tutte le occasioni), pur di far passare norme vergognose separatiste e segregazioniste rivolte ai cittadini stranieri!Non solo lo sciopero del 30 ottobre vedrà tutto il mondo della scuola scioperare e dare vita ad una grande manifestazione nazionale, ma la mobilitazione continuerà a crescere in tutto il Paese per contrastare le politiche di separazione, di impoverimento e di destrutturazione della scuola pubblica messe in campo oggi da questo pessimo governo.

Egregio signor presidente

Egregio signor Presidente,
ci scusiamo di tediarla ancora ma la risposta alla valanga di e mail che abbiamo inviato non ci convince.
La nostra Costituzione recita :
"Art. 74. Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione. Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata." -
Art. 87. Il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale. Può inviare messaggi alle Camere.. Autorizza la presentazione alle Camere deidisegni di legge di iniziativa del Governo. Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti" - "Art. 91. Il Presidentedella Repubblica, prima di assumere le sue funzioni, presta giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione dinanzi al Parlamento in seduta comune."Quest'anno è stato festeggiato il 60° anniversario della nostra splendida Carta Costituzionale, temiamo fortemente che di questo passo toccherà a Leicommemorarne la morte.E' di oggi la notizia delle classi ghetto per stranieri, proprio in Italiadove da decenni si sono chiuse le scuole e le classi speciali per garantirel'integrazione dei diversamente abili.I decreti prodotti da questo Governo e passati in Parlamento a colpi difiducia (forse anche tra le loro fila qualcuno percepisce un pericolo perdiritti costituzionali inalienabili) hanno prodotto leggi che sonomarcatamente in contrasto con la Costituzione.
Ed allora siamo andati a rileggerla la Costituzione, noi poveri ignorantidocenti, cittadini, studenti, nonni, lavoratori che percepiamo questo graveattacco e che DOBBIAMO CHIEDERE a Lei, garante per tutti noi, di proteggerlae di assicurare che se si ritiene di doverla cambiare si proceda comeprevisto per legge Costituzionale.
L'articolo 9 recita: "La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e laricerca scientifica e tecnica." Ed invece che promuovere lo sviluppo e laricerca si sta facendo un sabotaggio a questi due fondamentali di unaciviltà evoluta come dovrebbe essere la nostra.
L'articolo 33 recita "L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuolestatali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto diistituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali chechiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunniun trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuolestatali. È prescritto un esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini egradi di scuole o per la conclusione di essi e per l'abilitazioneall'esercizio professionale. Le istituzioni di alta cultura, università edaccademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limitistabiliti dalle leggi dello Stato.".
L'articolo 34 recita "La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore,impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci emeritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradipiù alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borsedi studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essereattribuite per concorso.
"A colpi di tagli alle risorse si sta riformando la scuola dello Stato infischiandosene delle legittime procedure; addirittura in un decreto sulla sanità si inserisce un articolo, per nulla pertinente, sul dimensionamento delle istituzioni scolastiche invadendo le competenze delle Regioni e violando, ancora una volta, il TITOLO V della Costituzione.
Se vogliamo ironizzare la sanità è correttamente chiamata in causa: la scuola massacrata va in ospedale!!!!!
Ancora una volta vogliamo ricordare Calamandrei che Lei certamente conosce meglio e più di noi e che aveva già capito tutto nel 1950, allora venivamo fuori dal fascismo oggi pericolosamente ci stiamo rientrando!!!!

La salutiamo con queste piccole citazioni:
TINA ANSELMI:"Dobbiamo rivendicare il diritto di esserci, perché la democrazia è un cammino difficile, ma non ci sono alternative a questa strada della libertà e della solidarietà".

ANTONIO GRAMSCI:"La cultura [...] è organizzazione, disciplina del proprio io interiore; è presa di possesso della propria personalità e conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico,la propria funzione nella vita, i propri diritti, i propri doveri.""Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L'indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita."

Con stima e fiducia

Happy Halloween!!!


LE ORIGINI
Le origini di Halloween sono antichissime: risalgono all'epoca in cui Francia, Irlanda, Scozia e Inghilterra erano dominate dalla cultura celtica, prima che l'Europa cadesse sotto il dominio di Roma.
Per i Celti l'anno nuovo non cominciava il 1° gennaio, come per noi oggi, bensì il 1° novembre, quando terminava ufficialmente la stagione calda ed inziava la stagione delle tenebre e del freddo.
Alla fine di ottobre il lavoro nei campi era concluso, il raccolto era al sicuro ed i contadini potevano finalmente rilassarsi, preparandosi a vivere chiusi in casa per molti mesi, riparandosi dal freddo, costruendo utensili e trascorrendo le serate a raccontare storie e leggende.
Ovviamente questo era il pretesto per organizzare la vigilia del 1° novembre la festa più importante dell'anno, una sorta di Capodanno dedicato a "Samhain".
"Samhain" era una divinità, era considerato il Signore della Morte e il Principe delle Tenebre.
I Celti credevano che alla vigilia di ogni nuovo anno, cioè il 31 Ottobre, Samhain chiamasse a sè tutti gli spiriti dei morti, che vivevano in una landa di eterna giovinezza e felicità chiamata Tir nan Oge.
In questo giorno tutte le leggi dello spazio e del tempo erano come sospese e il velo che divideva il mondo dei vivi dal mondo dei morti si faceva più sottile, permettendo alle anime di mostrarsi, di comunicare con i viventi e di divertirsi alle loro spalle, fecendo scherzi ed impaurendoli con le loro apparizioni.
"Samhain" era una celebrazione che univa la paura della morte e degli spiriti all'allegria dei festeggiamenti per la fine del vecchio anno.
La notte del 31 ottobre i Celti si riunivano nei boschi e sulle colline per la cerimonia dell'accensione del Fuoco Sacro e facevano sacrici animali. Vestiti con maschere grottesche ritornavano al villaggio, facendosi luce con lanterne costituite da cipolle intagliate al cui interno erano poste le braci del Fuoco Sacro.
Dopo questi riti i Celti festeggiavano per 3 giorni, mascherandosi con le pelli degli animali uccisi per spaventare gli spiriti.
In Scozia la notte di Samhain gli abitanti dei villaggi seppellivano pietre nella terra, che venivano ricoperte di cenere e lasciate lì sino al mattino successivo. Se al mattino una pietra era stata smossa, significava che la persona che l'aveva seppellita sarebbe morta entro la fine dell'anno.
In Irlanda si diffuse la tradizione di lasciare qualcosa da mangiare e del latte da bere fuori dalla porta, in modo che gli spiriti passando potessero rifocillarsi e decidessero di non fare degli scherzi agli abitanti della casa.
Attraverso le conquiste romane Cristiani e Celti vennero in contatto. Durante il periodo della cristianizzazione dell'Europa, la Chiesa tentò di sradicare i culti pagani, ma non sempre vi riuscì. Nel tentativo di far perdere significato ai riti legati alla festa di Samhain, nell' 835 Papa Gregorio Magno spostò la festa di Ognissanti, dedicata a tutti i santi del Paradiso, dal 13 Maggio al 1° Novembre.
Tuttavia l'influenza del culto di Samhain non fu sradicata e per questo motivo la Chiesa aggiunse, nel X secolo, una nuova festa: il 2 Novembre, Giorno dei Morti dedicato alla memoria delle anime degli scomparsi, che venivano festeggiati dai loro cari, mascherandosi da santi, angeli e diavoli e accendendo dei falò.
In inglese Ognissanti si chiama All Hallows' Day; la vigilia del giorno di Ognissanti, cioè il 31 ottobre, si chiama All Hallow' Eve. Queste parole si sono trasformate prima in Hallows' Even, e da lì ad Halloween il passo è stato breve.
Nonostante i tentativi della Chiesa cristiana di eliminare i riti pagani di Samhain, Halloween è rimasta una festa legata al mistero, alla magia, al mondo delle streghe e degli spiriti.
Tra il 1845 e il 1850, a causa di una malattia che devastò le coltivazioni di patate, circa 700.000 Irlandesi emigrarono in America, portando con sè le loro usanze, tra cui anche quella di festeggiare Halloween.
Negli Stati Uniti Halloween ha perso i suoi significati religiosi e rituali, ed è diventata un'occasione per divertirsi e organizzare party. Pare che ogni anno gli Americani spendano due milioni e mezzo di dollari in costumi, addobbi, feste per il 31 ottobre!
L'abitudine di mascherarsi in occasione di Halloween deriva probabilmente dall'usanza celtica di indossare pelli di animali e maschere mostruose durante i riti di Samhain e dell'accensione del Fuoco Sacro, per spaventare gli spiriti e tenerli lontani dai villaggi.
L'usanza dei bambini di bussare alle porte delle case gridando Trick or treat, che significa più o meno dolcetto o scherzetto, deriva dall'usanza dei Celti di lasciare cibo e latte fuori dalla porta, nella speranza di ingraziarsi gli spiriti ed evitare le loro malefatte.
Quando gli Irlandesi arrivarono in America, scoprirono che le zucche erano molto più adatte di cipolle e rape per la costruzione delle tradizionali lanterne di Halloween. Quindi la tradizionale Jack o'lantern, simbolo incontrastato di questa festa, è ricavata da una zucca solo da circa 100 anni.

Protesta:scuola

Scuola: i motivi della protesta Studenti, genitori, professori in agitazione contro il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Iniziamo a raccontarvi alcuni dei motivi della protesta.
Partiamo dalla scuola elementare: è uno dei nostri pochi fiori all’occhiello (al quinto posto nelle classifiche internazionali per i buoni risultati dei suoi alunni), perché cambiarla? Da anni, ormai, il modello di scuola a tempo pieno (in uso fortemente al nord dove è più diffuso il lavoro femminile) incontra il consenso delle comunità (tanto che solo l’anno scorso un compatto e spontaneo movimento di insegnanti e genitori ha salvato il tempo pieno dai propositi distruttivi dell’ex-ministro dell’Istruzione Moratti).
Al tempo pieno sono assegnati di base due docenti per classe e un orario di funzionamento di 40 ore settimanali con strutture come le mense e un servizio di trasporto. A ciò può aggiungersi il docente di lingua straniera, quello di religione e quello di sostegno, nel caso vi sia presenza di alunni diversamente abili o nel caso il team di base non abbia il titolo per insegnare la lingua straniera. Tornare alle 24 ore settimanali scarica un problema sociale sulle famiglie e impoverisce la scuola: non garantisce in tutte le classi l’insegnamento della lingua straniera, ma non mette in discussione l’ora di religione che, sebbene non obbligatoria, continua a essere garantita nell’orario obbligatorio. Il maestro unico potrebbe non avere il titolo per insegnare la lingua straniera, quindi chi se ne farà carico? I genitori? Il comune? I bambini saranno privati della ricchezza culturale data dalla pluralità dei docenti e le famiglie dovranno riorganizzarsi per curare i loro figli sbattuti fuori dalla scuola per gran parte della giornata. Un tempo più lungo, la presenza di due insegnanti durante un’attività di gioco o un’uscita o un lavoro di gruppo, non sono uno spreco, ma indispensabili per una scuola formativa e di qualità a cui non bisogna rinunciare.
E ancora: le scuole nelle piccole isole e nei piccoli comuni montani potrebbero sparire già dal prossimo anno.
Il decreto-legge 154 ha l'intero articolo 3 dedicato alla riduzione delle istituzioni scolastiche sottodimensionate. Il tutto in linea con il Piano che detta le regole per tagliare in un triennio 132.000 posti.
In tutt’Italia sono 4.200 i plessi con meno di 50 alunni, gli alunni saranno costretti a percorrere chilometri per raggiungere la nuova scuola e, oltre al danno la beffa, i costi per i trasporti e l’adeguamento edilizio saranno a carico degli enti locali.
E per finire l’università. La legge 133/2008 prevede una riduzione annuale fino al 2013 del Fondo di Finanziamento Ordinario di 467 milioni di euro (taglio del 6%); un taglio del 46% sulle spese di funzionamento; una riduzione del turnover al 20% per l'Università (su 5 docenti che vanno in pensione al più 1 nuovo ricercatore potrà essere assunto) nel periodo 2009-2013; un taglio complessivo di quasi 4 miliardi di euro in 5 anni e l'istituzione di un percorso burocratico che permetta la trasformazione delle Università pubbliche in Istituti privati.

venerdì 24 ottobre 2008

Il bozzolo della farfalla


Il bozzolo della farfalla
Un uomo trovò il bozzolo di una farfalla. Un giorno apparì una piccola apertura. Si sedette e guardò per diverse ore la farfalla mentre lottava per far passare il suo corpo attraverso quel piccolo buco. Poi sembrò che non facesse più alcun progresso. Appariva come se fosse uscita per il massimo che poteva e non potesse avanzare ulteriormente. Così l'uomo decise di aiutare la farfalla. Prese un paio di forbici e divise in due la parte del bozzolo ancora chiusa. La farfalla ne emerse facilmente. Ma aveva un corpo gonfio e piccole ali avvizzite. L'uomo continuò a guardare la farfalla, perché si aspettava che, da un momento all'altro, le ali si sarebbero ingrandite ed espanse in modo tale da essere in grado di sorreggere il corpo, che si sarebbe, nel frattempo, sgonfiato. Non successe niente! Di fatto la farfalla impiegò il resto della sua vita trascinandosi intorno, con un corpo gonfio e ali avvizzite. Non fu mai capace di volare. Quello che l'uomo, nella sua precipitosa gentilezza non aveva capito, fu che la ristrettezza del bozzolo e la lotta richiesta alla farfalla per uscire da quella piccola apertura, erano il modo Divino per far fluire i fluidi dal corpo della farfalla alle sue ali, in modo che sarebbe stata in grado di volare, una volta che avesse finalmente guadagnato la libertà, fuori dal bozzolo.

A volte "la lotta" (lo sforzo necessario per superare le difficoltà) è esattamente quello di cui abbiamo bisogno nelle nostre vite. Se Dio ci permettesse di attraversare le nostre vite senza alcun ostacolo, ci "azzopperebbe".

Non saremmo mai forti quanto potremmo. Non potremmo mai volare!

Ho chiesto la forza... e Dio mi ha dato le Difficoltà per rendermi forte.
Ho chiesto la Saggezza... e Dio mi ha dato Problemi da risolvere.
Ho chiesto la Prosperità... e Dio mi ha dato Cervello e Muscoli per lavorare
Ho chiesto il Coraggio... e Dio mi ha dato Pericoli da superare
Ho chiesto Amore... e Dio mi ha dato gente bisognosa da aiutare.
Ho chiesto Favori... e Dio mi ha dato Opportunità.
Non ho ricevuto niente di quanto volevo... ho ricevuto tutto quello di cui avevo bisogno!
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la parabola del ranocchio sordo



La parabola del ranocchio sordo


C'era una volta una gara di ranocchi. L'obiettivo era arrivare in cima a una gran torre. Si radunò molta gente per vedere e fare il tifo per loro. Cominciò la gara. In realtà, la gente probabilmente non credeva possibile che i ranocchi raggiungessero la cima, e tutto quello che si ascoltava erano frasi tipo: "Che pena!!! Non ce la faranno mai!". I ranocchi cominciarono a desistere, tranne uno che continuava a cercare di raggiungere la cima. La gente continuava: "...Che pena!!! Non ce la faranno mai!". E i ranocchi si stavano dando per vinti tranne il solito ranocchio testardo che continuava ad insistere. Alla fine, tutti desistettero tranne quel ranocchio che, solo e con grande sforzo, raggiunse alla fine la cima. Gli altri volevano sapere come avesse fatto. Uno degli altri ranocchi si avvicinò per chiedergli come avesse fatto a concludere la prova.

E scoprirono che... era sordo!


...Non ascoltare le persone con la pessima abitudine di essere negative... derubano le migliori speranze del tuo cuore!

Ricorda sempre il potere che hanno le parole che ascolti o leggi. Per cui, preoccupati di essere sempre positivo! Sii sempre sordo quando qualcuno ti dice che non puoi realizzare i tuoi sogni.

giovedì 23 ottobre 2008

la mela

La mela
(Bruno Ferrero)

Ogni mattina, il potente e ricchissimo re di Bengodi riceveva l'omaggio dei suoi sudditi. Aveva conquistato tutto il conquistabile e si annoiava un po'. In mezzo agli altri, puntuale ogni mattina, arrivava anche un silenzioso mendicante, che porgeva al re una mela. Poi, sempre in silenzio, si ritirava. Il re, abituato a ricevere ben altri regali, con un gesto un po' infastidito, accettava il dono, ma appena il mendicante voltava le spalle cominciava a deriderlo, imitato da tutta la corte. Il mendicante non si scoraggiava. Tornava ogni mattina a consegnare nelle mani del re il suo dono. Il re lo prendeva e lo deponeva macchinalmente in una cesta posta accanto al trono. La cesta conteneva tutte le mele portate dal mendicante con gentilezza e pazienza. E ormai straripava. Un giorno, la scimmia prediletta del re prese uno di quei frutti e gli diede un morso, poi lo gettò sputacchiando ai piedi del re. Il sovrano, sorpreso, vide apparire nel cuore della mela una perla iridescente. Fece subito aprire tutti i frutti accumulati nella cesta e trovò all'interno di ogni mela una perla. Meravigliato, il re fece chiamare lo strano mendicante e lo interrogò. "Ti ho portato questi doni, sire - rispose l'uomo -, per farti comprendere che la vita ti offre ogni mattina un regalo straordinario, che tu dimentichi e butti via, perché sei circondato da troppe ricchezze.
Questo regalo è il nuovo giorno che comincia".


Da domani sarò triste, da domani.
Ma oggi sarò contento, a che serve essere tristi, a che serve.
Perché soffia un vento cattivo.
Perché dovrei dolermi, oggi, del domani.
Forse il domani è buono, forse il domani è chiaro.
Forse domani splenderà ancora il sole.
E non vi sarà ragione di tristezza.
Da domani sarò triste, da domani.
Ma oggi, oggi sarò contento,
e ad ogni amaro giorno dirò,
da domani, sarò triste, Oggi no.
(Poesia di un ragazzo trovata in un Ghetto nel 1941)

La vecchia signora scorbutica


La vecchia signora scorbutica
(Bruno Ferrero)


Sul tavolino da notte di una vecchia signora rico­verata in un ospizio per anziani, il giorno dopo la sua morte, fu ritrovata questa lettera. Era indirizzata al­la giovane infermiera del reparto. «Cosa vedi, tu che mi curi? Chi vedi, quando mi guardi? Cosa pensi, quando mi lasci? E cosa dici quando parli di me? Il più delle volte vedi una vecchia scorbutica, un po' pazza, lo sguardo smarrito, che non è più com­pletamente lucida, che sbava quando mangia e non risponde mai quando dovrebbe. E non smette di perdere le scarpe e calze, che do­cile o no, ti lascia fare come vuoi, il bagno e i pasti per occupare la lunga giornata grigia. È questo che vedi! Allora apri gli occhi. Non sono io. Ti dirò chi sono. Sono l'ultima di dieci figli con un padre e una ma­dre. Fratelli e sorelle che si amavano. Una giovane di 16 anni, con le ali ai piedi, so­gnante che presto avrebbe incontrato un fidanzato. Sposata già a vent'anni. Il mio cuore salta di gioia al ricordo dei propositi fatti in quel giorno. Ho 25 anni ora e un figlio mio, che ha bisogno di me per costruirsi una casa. Una donna di 30 anni, mio figlio cresce in fretta, siamo legati l'uno all'altra da vincoli che dureranno. Quarant'anni, presto lui se ne andrà. Ma il mio uo­mo veglia al mio fianco. Cinquant'anni, intorno a me giocano daccapo dei bimbi. Rieccomi con dei bambini, io e il mio diletto. Poi ecco i giorni bui, mio marito muore. Guardo al futuro fremendo di paura, giacché i miei figli sono completamente occupati ad allevare i loro. E penso agli anni e all'amore che ho conosciuto. Ora sono vecchia. La natura è crudele, si diverte a far passare la vecchiaia per pazzia. Il mio corpo mi lascia, il fascino e la forza mi abbandonano. E con l'età avanzata laddove un tempo ebbi un cuore vi è ora una pietra. Ma in questa vecchia carcassa rimane la ragazza il cui vecchio cuore si gonfia senza posa. Mi ricordo le gioie, mi ricordo i dolori, e sento daccapo la mia vita e amo. Ripenso agli anni troppo brevi e troppo presto pas­sati. E accetto l'implacabile realtà "che niente può durare". Allora apri gli occhi, tu che mi curi, e guarda non la vecchia scorbutica... Guarda meglio e mi vedrai».
Quanti volti, quanti occhi, quante mani incrocia­mo, ogni giorno. Che cosa guardiamo? Le rughe, le ostilità, i dubbi, le durezze. Se imparassimo invece a guardare i sogni, i palpiti, gli amori spesso così accuratamente nascosti?

Manifestazioni...e scioperi


GELMINI: CONVOCHERO' STUDENTI
Intanto oggi il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha teso una mano agli studenti annunciando che li convocherà da domani per discutere assieme sulle ragioni della protesta.
"Convocherò da domani tutte le associazioni degli studenti per aprire uno spazio di confronto a una sola condizione: che si discuta sui fatti", ha detto il ministro Gelmini al Senato in sede di replica dopo il dibattito generale sul decreto sulla scuola.
Nel frattempo anche stamani, in tutta Italia, gli studenti di superiori e università hanno tenuto nuove manifestazioni, cortei e blocchi per protestare contro la riduzione dei finanziamenti statali per gli atenei, il blocco del turnover del personale, il rischio di privatizzazione dell'università e contro il decreto Gelmini, che prevede, tra l'altro, il ritorno al maestro unico alle elementari e sostanziosi tagli nel corpo docente per ridurre la spesa.
Sul fronte delle proteste, contemporaneamente alla riunione tecnica al Viminale, alcune migliaia di studenti in corteo -- al grido di slogan come "La gente come noi non molla mai" e "Noi la crisi non la paghiamo" -- hanno sfilato pacificamente a poche decine di metri a Palazzo Madama.


"E' la prima volta che la protesta va dalle elementari all'università...

(Dopo le dichiarazioni di ieri di Berlusconi) la preoccupazione è altissima", ha detto un insegnante di un liceo del centro di Roma che partecipava alla protesta.

Amami come sei


Amami come sei


Conosco la tua miseria, le lotte e le tribolazioni della tua anima, le deficienze e le infermità del tuo corpo….
so la tua viltà, i tuoi peccati, e ti dico lo stesso: "Dammi il tuo cuore….amami come sei!.
Se aspetti di essere un angelo per abbandonarti all'amore, non amerai mai.
Anche se sei vile nella pratica del dovere e della virtù,
se ricadi spesso in quelle colpe che non vorresti commettere più, non ti permetto di non amarmi.
Amami come sei.
In ogni istante e in qualunque situazione tu sia, nel fervore o nell'aridità, nella fedeltà o nella infedeltà,
…amami come sei. Voglio l'amore del tuo povero cuore; se aspetti di essere perfetto, non mi amerai mai.
Non potrei forse fare di ogni granello di sabbia un serafino radioso di purezza, di nobiltà e di amore?
Non sono io l'Onnipotente? E se mi piace lasciare nel nulla quegli esseri meravigliosi e preferire il povero amore del tuo cuore, non sono io padrone del mio amore?
Figlio mio, lascia che ti ami, voglio il tuo cuore. Certo voglio col tempo trasformarti, ma….per ora…ti amo come sei…..e desidero che tu faccia lo stesso; io voglio vedere dai bassifondi della miseria salire l'amore.
Amo in te anche la tua debolezza, amo l'amore dei poveri e dei miserabili; voglio che dai cenci salga continuamente un gran grido: "Gesù, ti amo!".
Voglio unicamente il canto del tuo cuore, non ho bisogno né della tua scienza, né del tuo talento. Una sola cosa m'importa, di vederti lavorare con amore.
Non sono le tue virtù che desidero; se te ne dessi, sei così debole che alimenterebbero il tuo amor proprio; non ti preoccupare di questo. Avrei potuto destinarti a grandi cose; no, sarai il servo inutile; ti prenderò persino il poco che hai….perché ti ho creato soltanto per l'amore.
Oggi sto alla porta del tuo cuore come un mendicante….io, il Re dei Re! Busso e aspetto: affrettati ad aprirmi. Non allegare la tua miseria; se tu conoscessi perfettamente la tua indigenza, morresti di dolore. Ciò che mi ferirebbe il cuore sarebbe di vederti dubitare di me e mancare di fiducia.
Voglio che tu pensi a me ogni ora del giorno e della notte; voglio che tu faccia anche l'azione più insignificante solo per amore. Conto su di te per darmi gioia……….
Non ti preoccupare di non possedere virtù: ti darò le mie.
Quando dovrai soffrire, ti darò la forza. Mi hai dato l'amore, ti darò di saper amare al di là di quanto puoi sognare…..
Ma ricordati…..amami come sei…..
Qualunque cosa accada, non aspettare di essere santo per abbandonarti all'amore, non mi ameresti mai……amami come sei.
………...sai bene che da te stesso non sei niente, non puoi niente, ma un giorno ti meraviglierai nel vedere quel che avremo realizzato insieme……….

mercoledì 22 ottobre 2008

L'alfabeto dell'amico

Accetta di appoggiarti anche nelle più grandi cavolate
Bastona chiunque sputi fango su di te...
Crede e ha fiducia in te
Dà il meglio che ha per renderti felice
È sempre pronto ad ascoltare i tuoi problemi e a trovare una soluzione
Festeggia con te, e in un certo senso più di te, i tuoi traguardi
Grigna quando non te lo fili, o quando non lo ascolti
Ha il coraggio di dirti che non è come la pensi tu e che stai facendo una grande stronzata
Influenza la tua vita e la rende viva
Loda le tue capacità e parla bene di te
Manda il mondo a fanculo quando questo ti volta le spalle
Non ti giudica mai...e non ti farà mai giudicare
Offre il suo aiuto senza chiederti nulla in cambio
Perdona sempre i tuoi errori anche se ti aveva avvisato che sarebbe andata a finire così
Quando serve una spalla su cui piangere o per riderci su c'è sempre
Ricorda tutto quello che tu fai per lui
Schiaccia chi si intromette tra te e i tuoi sogni
Ti accetta cosi come sei anche se sei tutta sbagliata
Usa le battute più scrause per farti tornare a sorridere
Vede il tuo mondo così come lo vedi tu...meraviglioso!
Zittisce chi ti critica

martedì 21 ottobre 2008

Essere napoletani


Sei di Napoli se hai esclamato almeno una volta nella vita 'UAGLIU' TUTT'APPOST?'
Sei di Napoli se in disco o in qualsiasi altra situazione in cui stai bene dici 'STO PARIANN
'Sei di Napoli se sei stato male dopo un 'panino completo' di Giggino strafogato alle 5 di mattina
Sei di Napoli se vedi la vita a colori quando tutto è nero
Sei di Napoli se dopo l'alba vista da Mergellina ti fermi al Ciottolo per un mega cornetto
Sei di Napoli se dici che quelli del liceo classico sono 'Chiattilli'
Sei di Napoli se sei andato a comprare il fumo dalla 'SPOSA' ai quartieri spagnoli
Sei di Napoli se dici lacchiesa con la doppia c...
Sei di Napoli se i friarielli ti piacciono di più con la sasiccia nella marenna
Sei di Napoli se litighi con tutti quando sei bloccato in tangenziale
Sei di Napoli se chiami il tuo scooter 'o mezz'
Sei di Napoli se trovi normale chi và in scooter minimo a tre
Sei di Napoli se parcheggi in 5° fila e ti lamenti quando al ritorno trovi una multa
Sei di Napoli se prima di sapere di che argomento si tratta dici ' ...ma io nun sacce nient'
Sei di Napoli se quando non ti viene un termine in italiano e lo sbagli, poi ti giustifichi dicendo che volevi dirlo in dialetto
Sei di Napoli se riesci a fare battute anche in situazioni drammatiche
Sei di Napoli se apprezzi la buona tavola
Sei di Napoli se la domenica mangi alle 15 e finisci alle 20
Sei di Napoli se quando giochi a tombola al primo numero dici 'ambo!
'Sei di Napoli se pensi che non ci sia niente di meglio che prendere il sole a Mergellina sugli scogli con la birra fredda e il tarallo caldo
Sei di Napoli se almeno una volta hai messo lo stereo a palla per cantare le canzoni di Nino D'Angelo (na bandier tutta azzurr che arrassumiglie o ciel' e o mar e stà città)
Sei di Napoli se a volte chiami 'LOTE' gli amici che ti hanno fatto un torto
Sei di Napoli se spendi tutto in un giorno e dici: 'diman' Dio ce penz''
Sei di Napoli se allo stadio o sul divano di casa urli di gioia tutto sudato quando Lavezzi segna un goooooooooooaaaaall
Sei di Napoli se sei costretto ad emigrare per trovare un lavoro decente
Sei di Napoli se ci rimani male quando il resto d'Italia pensa che a Napoli ci sia solo 'MONNEZZA' ..... e tu sai bene che non è così!

domenica 19 ottobre 2008

La volpe e il piccolo principe

Ho letto questo libro ai miei alunni qualche giorno fa...insieme abbiamo parlato dell'AMICIZIA!!!

"Tutti i grandi sono stati bambini una volta. (Ma pochi di essi se ne ricordano)".



La volpe e l'amicizia(Antoine de Saint Exupéry, Il Piccolo Principe)


In quel momento apparve la volpe. "Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno. " Sono qui! " disse la voce, "sotto al melo...". "Chi sei?" domandò il piccolo principe, "sei molto carino...". "Sono la volpe" disse la volpe. "Vieni a giocare con me!" le propose il piccolo principe, "sono così triste...". "Non posso giocare con te" disse la volpe,"non sono addomesticata". "Ah! Scusa" fece il piccolo principe. Ma dopo un momento di riflessione soggiunse: "Che cosa vuol dire 'addomesticare'?". "Non sei di queste parti, tu" disse la volpe, "che cosa cerchi?". "Cerco gli uomini" disse il piccolo principe. "Gli uomini" disse la volpe, "hanno dei fucili e cacciano. E' molto noioso! Allevano anche le galline. E' il loro solo interesse. Tu cerchi le galline?". "No", disse il piccolo principe. "Cerco degli amici. Che cosa vuol dire "addomesticare"'". "E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire "creare dei legami"...". "Creare dei legami?". "Certo", disse la volpe. "Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te e neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo". "Comincio a capire", disse il piccolo principe (...). "La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio perciò. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana come una musica. E poi, guarda! Vedi laggiù, in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color dell'oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticata. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano...". La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe: "Per favore... addomesticami", disse. "Volentieri", rispose il piccolo principe, "ma non ho molto tempo, però. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose". "Non si conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe. "Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico, addomesticami!". "Che bisogna fare?" domandò il piccolo principe. "Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe. "In principio tu ti siederai un po' lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' più vicino...". Il piccolo principe ritornò l'indomani. "Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe. "Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore... ...Ci vogliono i riti". "Che cos'è un rito?" disse il piccolo principe. "Anche questa è una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe. "E' quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza...". Così il piccolo principe addomesticò la volpe. E quando l'ora della partenza fu vicina: "Ah!"disse la volpe,"piangerò". "La colpa è tua", disse il piccolo principe. "Io non ti volevo fare del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi...". "E' vero" disse la volpe. "Ma piangerai" disse il piccolo principe. "E' certo" disse la volpe. "Ma allora che ci guadagni?" "Ci guadagno" disse la volpe, "il colore del grano". Poi soggiunse: "Va' a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo. Quando ritornerai a dirmi addio, ti regalerò un segreto". Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose. "Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente", disse. "Nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico ed ora è per me unica al mondo". E le rose erano a disagio. "Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. "Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei sola è più importante di tutte voi, perché è lei che io ho annaffiato, perché è lei che ho riparato col paravento, perché su di lei ho ucciso i bruchi, perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere, perché è la mia rosa". E ritornò dalla volpe. "Addio", disse. "Addio", disse la volpe.

"Ecco il mio segreto. E' molto semplice: si vede bene solo col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi".

sabato 18 ottobre 2008

Senza umiltà

Senza umiltà

La presunzione
Di avere tante cose da dire...
L'ambizione
Di avere una storia
da raccontare...
L'orgoglio
Di sentirsi pieno
di invenzioni...
E sentirle solo mie
E volere ad ogni costodirle a tutti...
Ma forse sarei
piu' vicino a voi
Se vi parlassi
delle mie paure,
dei sogni svaniti
dei miei progetti
e inibizioni...
Ma forse sono
solo uno che si illude.
Senza umilta'
Di essere diverso
dagli altri...

Massimo Troisi

'O SSAJE COMME FA 'O CORE

'O SSAJE COMME FA 'O CORE

Tu stive 'nzieme a n'ato je te guardaje
e primma 'e da' 'o tiempo all'uocchie
pe' s'annammura'già s'era fatt' annanze 'o core.
A me, a me'o ssaje comme
fa 'o core quann' s'è 'nnamurato.
Tu stive 'nzieme a me je te guardavo
e me ricev' comme sarà
succiesso ca è fernuto
ma je nun m'arrenn'
ce voglio pruva'.
Po' se facette annanze 'o core e me ricette:
tu vuo' pruvà?
e pruova,
je me ne vaco
'o ssaje comme fa 'o core
quann s'è sbagliato

'Nu suonno..



'Nu suonno...
Stanotte m'aggio fatto 'nu suonno:m'aggio sunnato ca stevo cammenanno'ncopp 'a rena, accompagnato d 'o Signore,e pé dinto 'a nuttatase vedevene passà tutt 'e juorne d 'a vita mia.
Aggio guardato arreto e m 'aggo addunatoca p'ogni ghiurnata d 'a vita mia,comm' a 'nu cinematografo,'ncopp 'a rena cumparevene ddoie scarpesate:'a mia e chella d 'o Signore.
So ghiuto 'nnanze accussi,'nfine 'a che nun fernettene 'e ghiurnate mie.
Allora me fermaie e vutanneme adderete,m 'addunaie che 'a certi pizzece steve 'na scarpesata sola...
Sti pizze se cunfruntavene proprio cu 'e ghiurnateCchiù storte d 'a vita mia:
chelle d 'a peggia pucundria,d' a peggia paura e d' a peggia disperazione..
E allora l’aggio addimannato:"Signò, ma tu me diciste ca me sarrisse stato vicinopè tutt' e juorne d' a vita mia,e pè chesto io aggio voluto campa cu tte,ma pecchè, po' m' e lassato sulo iusto inte a 'sti mumente?"
E 'o Signore rispunnette:"Figliu mio, io te voglio bbene e te dicetteca sartia stato cu tte pè tutt' a camminatae ca nun t' avvaria lassato sulo,manco pè nu mumento, e maje t’aggio lassato…
Chili juorne ca tu haje visto 'na scarpesata sola'ncopp' a rena, fusene giusto 'e juorneca te purtavo 'mbraccio."
Traduzione di Massimo Troisi

giovedì 16 ottobre 2008

I Guerrieri della luce





I Guerrieri della Luce hanno sempre un bagliore nello sguardo.Essi vivono nel mondo,fanno parte della vita e di altri uomini, e hanno iniziato il loro viaggio senza bisaccia e senza sandali. In molte occasioni sono codardi. Non sempre agiscono correttamente. Soffrono per cose inutili, assumono atteggiamenti meschini, e a volte si ritengono incapaci di crescere. Sovente si credono indegni di qualsiasi benedizione o miracolo. Non sempre sono sicuri di ciò che stanno facendo. Molte volte trascorrono la notte in bianco, pensando che la loro vita non ha alcun significato. Per questo sono Guerrieri della Luce. Perchè sbagliano. Perchè s'interrogano. Perchè cercano una ragione, e certamente la troveranno.Dal Manuale del Guerriero della Luce P. Coelho



Dal post di Franca Maturanzio su speranza...

martedì 14 ottobre 2008


POSSIAMO FINGERE DI AMARLO

MA LUI VEDE DENTRO DI NOI..

LUI NON E' UN UOMO DA POTERLO INGANNARE...

FORSE SE SIAMO VERAMENTE "FURBI" RIUSCIREMO A INGANNARE GLI UOMINI, MA NON DIO...

E POI A QUALE SCOPO?

COSI' FACENDO INGANNIAMO ANCHE NOI STESSI..

PENSIAMO BENE COSA SIGNIFICA LA PAROLA AMARE...

VERAMENTE STIAMO AMANDO O STIAMO INGANNANDO NOI STESSI PENSANDO DI AMARE ???

La storia della pecora

La storia della pecora

Appena creata, la pecora scoprì di essere il più debole degli animali.
Viveva con il continuo batticuore di essere attaccata dagli altri animali,
tutti più forti e aggressivi. Non sapeva proprio come fare a difendersi.


Tornò dal Creatore e gli raccontò le sue sofferenze. "Vuoi qualcosa per difenderti?", le chiese amabilmente il Signore. "Sì". "Che ne dici di un paio di acuminate zanne?".
La pecora scosse il capo: "Come farei a brucare l'erba più tenera?
Inoltre mi verrebbe un'aria da attaccabrighe".


"Vuoi dei poderosi artigli?". "Ah no! Mi verrebbe voglia di usarli a sproposito".



"Potresti iniettare veleno con la saliva", continuò paziente il Signore. "Non se ne parla neanche. Sarei odiata e scacciata da tutti come un serpente".
"Due robuste corna, che ne dici?". "Ah no! E chi mi accarezzerebbe più?".


"Ma per difenderti ti serve qualcosa per far del male a chi ti attacca...". "Far del male a qualcuno? No, non posso proprio. Piuttosto resto come sono".


Siamo, in un certo senso, come piccoli animali
senza nemmeno una pelliccia o denti aguzzi per difenderci.
Ciò che ci protegge non è la cattiveria ma l'umanità:
la capacità di amare gli altri e di accettare l'amore che gli altri vogliono offrirci. Non è la nostra durezza a darci il tepore della notte,
ma la tenerezza, che fa desiderare agli altri di scaldarci.
La vera forza dell'uomo è la sua tenerezza.

(BRUNO FERRERO)

Gomorra




Roberto Saviano documenta in maniera straordinaria con dovizia di dettagli il mondo della camorra e non solo. E’ uno studio attento e personale, una testimonianza emotiva, ma allo stesso tempo razionale di uno spaccato della società. Non si parla solo di Napoli o della Campania o del Sud; Gomorra è il motore del capitalismo, di tutta la società capitalista in Italia, così come in Europa e nel mondo intero. Il Sistema descritto da Saviano è il medesimo delle dottrine degli economisti classici con la libera impresa e la concorrenza selvaggia. E’ una inchiesta accurata e tagliente che mi ha posto dinanzi ad una realtà chiara e sorprendente. Una realtà che troppo spesso ho creduto di conoscere dalla cronaca, ma che invece, e questo libro ne è la prova, ha dei risvolti sconvolgenti e inimmaginabili. Potere e ricchezza, violenza e controllo capillare costituiscono l’architettura di questo enorme fenomeno dove lecito e illecito non hanno confine, dove principi giuridici, leggi, stato di diritto non esistono.Gli stessi imprenditori che operano nella “legalità” hanno bisogno di manodopera a costo quasi zero procurata dal Sistema e non potrebbero perciò vivere senza di esso. Saviano dimostra così che l’illegale sta alla base di ciò che appare legale.Il libro si apre e si chiude nel segno delle merci e del loro ciclo di vita. Merci tra cui abiti griffati, orologi, scarpe etc, che arrivano nel grande porto di Napoli per essere stoccate e poi occultate in palazzi svuotati di tutto appositamente. E poi le merci “morte” che provengono da tutta Italia e da mezza Europa, scorie chimiche e persino scheletri umani, abusivamente rilasciate nelle campagne campane ad avvelenare, tra gli altri, gli stessi boss che su quei terreni edificano le loro sfarzose quanto assurde dimore.
E’ un racconto appassionato, un reportage acuto, un viaggio brutale e sconvolgente nel mondo della criminalità organizzata. Un’analisi inquietante su cui riflettere per cercare di comprendere fenomeni o eventi che sfuggono il più delle volte alla nostra attenzione perché crediamo non ci tocchino e perché abbiamo sviluppato l’erroneo pensiero che la mafia, la camorra, la ndrangheta, la sacra corona siano legati esclusivamente a certe aree geografiche dell’Italia. Un libro sul potere dell’economia, su questo nostro tempo, sui soldi e sulla condizione dell’uomo.Una lettura impegnativa ma credo necessaria. Un libro come pochi…

Gomorra

Ho letto il libro di Saviano ed ho visto il film. Devo dire che mentre leggevo il libro ed anche nel vedere il film sono rimasta sempre parole. Mi chiedevo :"Ma questo succede nella mia città? A pochi passi da casa mia...c'è tutto questo marcio???
A pochi passi da noi accadono cose incredibili!!!

Minacce a Saviano

CRONACA
Lettere, telefonate mute e anche un isolamento ambientale che mette paura.
Ora lo scrittore che con il suo best seller ha sfidato i clan deve vivere blindato.
Minacce camorriste a Roberto Savianofinisce sotto scorta l'autore di Gomorra.

Minacce allo scrittore che ha raccontato la camorra imprenditrice e le storie della faida di Scampia. Lettere minatorie, telefonate mute. E anche un isolamento ambientale che mette paura forse più delle intimidazioni. Adesso dovranno essere adottate nuove misure di protezione per Roberto Saviano, 28 anni, l'autore del libro-inchiesta "Gomorra", edito da Mondadori, da cinque mesi in testa alle classifiche e vincitore del premio Viareggio Repaci. Il prefetto di Caserta, Maria Elena Stasi, ha aperto un procedimento formale che passerà al vaglio del comitato provinciale per l'ordine pubblico. Lo rivela il settimanale "L'espresso", con il quale Saviano collabora, nel numero che sarà in edicola oggi. Esponenti di primo piano della camorra campana come Michele Zagaria e Antonio Iovine, il più celebre Francesco Schiavone soprannominato "Sandokan", "hanno mal tollerato - si legge nel lungo servizio - il successo di Gomorra, che ha imposto i loro traffici all'attenzione nazionale". Non solo. I clan si sono anche "infuriati per la sfida che Saviano ha portato nel loro feudo, nella Casal di Principe che negli anni '90 aveva il record di omicidi". Lo scrittore, ricorda "L'espresso", si è presentato sul palco della cittadina casertana il 23 settembre scorso, insieme al presidente della Camera Fausto Bertinotti, nell'ultima di quattro giornate di mobilitazione anticamorra aperta dal ministro della Giustizia Clemente Mastella. Saviano "ha chiamato i padrini per nome - scrive il settimanale - "Iovine, Schiavone, Zagaria, non valete nulla. Loro poggiano la loro potenza sulla vostra paura, se ne devono andare da questa terra"". Ma se l'ira della camorra poteva essere messa nel conto delle reazioni che un libro coraggioso come "Gomorra" e i reportages realizzati dal giovane scrittore avrebbero suscitato, altra cosa è l'emarginazione seguita alle sue denunce. "Colpisce il disprezzo delle autorità locali - accusa "L'espresso" - testimoniato dalle bordate di Rosa Russo Iervolino. Il sindaco partenopeo, nel consegnare a Saviano il premio Siani, lo ha definito "simbolo di quella Napoli che lui denuncia", offendendo sia l'autore sia la memoria del giornalista ammazzato 21 anni fa".


Ma c'è anche chi si sta mobilitando per non lasciarlo solo. Un appello improvvisato in sostegno di Roberto Saviano ha raccolto, evidenzia il settimanale, "firme di scrittori e lettori: tra i primi Massimo Carlotto e Giancarlo De Cataldo. Poche righe che denunciano "un isolamento fatto da ciò che non ti fanno e che vogliono farti credere ti faranno. Ma intanto ti fermano, creano diffidenza intorno, screditano, insultano, allontanano tutti dalla tua vita perché mettendo paura ti creano attorno il deserto. A questo punto devono venire fuori altre voci". Intanto a Napoli la camorra continua a colpire e a fare soldi. Il Viminale lavora a un piano per la città. I firmatari dell'appello non vogliono fermarsi alle parole. Pensano a una grande manifestazione che dovrebbe svolgersi proprio in provincia di Caserta. Nella terra d'origine dello scrittore, e di quella camorra che vorrebbe mettere a tacere chi ne ha denunciato pubblicamente gli intrecci e gli inganni.

lunedì 13 ottobre 2008

UN DONO

Un dono

Prendi un sorriso,
regalalo a chi non l'ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole,
fallo volare là dove regna la notte.
Scopri una sorgente,
fa bagnare chi vive nel fango.
Prendi una lacrima,
posala sul volto di chi non ha pianto.
Prendi il coraggio,
mettilo nell'animo di chi non sa lottare.
Scopri la vita,
raccontala a chi non sa capirla.
Prendi la speranza,
e vivi nella sua luce.
Prendi la bontà,
e donala a chi non sa donare.
Scopri l'amore,
e fallo conoscere al mondo.
Mahatma Gandhi
Desidero regalare a tutti i miei amici del blog:
UN SORRISO,UN RAGGIO DI LUCE,UNA LACRIMA,IL CORAGGIO,LA SPERANZA,LA BONTA',L'AMORE...
"Per costruire un mondo migliore occorre amare gli altri e superare il proprio egoismo"...

domenica 12 ottobre 2008

La valigia




Quando la tua vita inizia hai appena una VALIGETTA in mano.
Man mano che gli anni passano il tuo bagaglio va però aumentando. Ci sono molte cose che raccogli lungo il tuo cammino pensando che sono importanti. Ad un certo punto del cammino però percepisci che diventa insopportabile portare tante cose. PESANO TROPPO!!!
Allora puoi scegliere...sederti ai margini del sentiero aspettando che qualcuno ti aiuti: ma ciò è difficile. Tutti quelli che passeranno di lì avranno il loro bagaglio.
Puoi passare tutta la vita ad aspettare qualcuno che ti aiuti oppure puoi fare un'altra cosa: DIMINUIRE IL PESO!
Elimina ciò che non serve. Ma che cosa devi gettare via? Comincia a tirare fuori tutto ciò che hai nella tua valigia...:
Amicizia, amore, benevolenza,tenerezza,generosità,gioia, simpatia, speranza.
Bene!!! E' sufficiente ma è curioso... NON PESANO NULLA!!!
Ma che cos'è che pesa allora???Guarda meglio...sforzati di tirarlo fuori...ah! è la RABBIA: mamma mia, come PESA!!!!
Guarda ancora e continua a tirare fuori tutto ciò che è pesante:l'INCOMPRENSIONE, la PAURA, il pessimismo,...lo SCORAGGIAMENTO... quasi ti trascina dentro la VALIGIA.
Ora tira fuori con tutte le tue forze quello che stava nascosto in fondo al tuo bagaglio, oh, il SORRISO. Non pesa niente...
Tira fuori un altro sorriso, un altro ancora ed ecco la felicità...
Metti la mano nella valigia e togli la TRISTEZZA.
Ora devi mettere la PAZIENZA nel tuo bagaglio, è,necessaria.
Ancora devi farci entrare : Forza, entusiasmo, tolleranza, speranza, equilibrio,responsabilità, BUON UMORE.
Tira fuori la preoccupazione e lasciala da parte.
Ora il tuo bagaglio è pronto.
NON DIMENTICARTI di compiere queste azioni più volte nella tua vita perché il CAMMINO è LUNGO!!!!

SE TU SAPESSI


Se tu sapessi con quanto amore seguo i tuoi passi;
se tu sapessi con quanto amore asciugo le tue lacrime;
se tu sapessi con quanto amore ti prendo per la mano affinchè tu non cada;
se tu sapessi con quanto amore ti guardo mentre ti agiti nel caos della vita.
Ogni istante, minuto,ora della giornata ti sono accanto.
Io cammino con te, un giorno lo saprai e solo allora capirai cosa sono e quanto ti amo.
Ora io ti sto accanto!
Sono il Tuo Salvatore, Quello della tua anima e del tuo cuore.
Sono il tuo Signore, quello che ogni mattina ti sveglia con un bacio e ogni notte apre le sue braccia per riscaldare il tuo cuore.
Io sono il tuo Dio ,quello che mai ti abbandonerà.
Sono quel Padre che aspetta solo un tuo sì per rilevarsi al tuo cuore.
Se tu sapessi con quanto amore guardo il tuo sguardo che a volte è così triste e non riesce a vedere la luce.
Se tu sapessi con quanto amore stringo la tua mano quando scrivi parole che non riesci a pronunciare.
Se tu sapessi che ti sono sempre accanto in ogni istante e maggiormente nei momenti difficili.
Raccolgo i tuoi ricordi più belli che a volte tendi a dimenticare.
Raccolgo l'amore seppellito nel tuo cuore e te lo ripropongo attraverso gli incontri con i miei servi, attraverso il tuo stesso sguardo riflesso nella mia Parola.
Gioisci perchè attraverso le tue mani io regalo l'amore a chi ha la gioia di incontrarti.
Tu non mi vedi con i tuoi occhi, ma io sono il Tuo Signore quello che non ti abbandonerà, Colui che è venuto al mondo per te.
Io non ti abbandono Mai!!!!

sabato 11 ottobre 2008

Pensieri

Il fatto di cadere e di rialzarti, di seguire un sentiero e di doverlo abbandonare, di imbatterti nella sofferenza e doverla accettare, non chiamarla avversità, ma
SAGGEZZA
Il fatto di sentire la mano di Dio e di saperti impotente, di prefiggerti una meta e di doverne conseguire un'altra, di fuggire da una prova e di doverla rincontrare, di progettare un volo e di doverlo interrompere, di avanzare e di non arrivare non chiamarlo castigo, ma
INSEGNAMENTO
Il fatto di vivere giornate radiose e giornate tristi, momenti di solitudine e momenti di compagnia, non chiamarlo routine ma
ESPERIENZA
Il fatto che i tuoi occhi vedano e le tue orecchie odano, che il tuo cervello funzioni e le tue mani siano agili, che la tua anima irradi sentimenti, che il tuo cuore ami, non chiamarlo potere ma
MIRACOLO

Il pacchetto di biscotti


Una ragazza stava aspettando il suo volo in una sala d'attesa di un grande aeroporto.Siccome avrebbe dovuto aspettare per molto tempo, decise di comprare un libro per ammazzare il tempo.Comprò anche un pacchetto di biscotti. Si sedette nella sala VIP per stare piu tranquilla.Accanto a lei c'era la sedia con i biscotti e dall'altro lato un signore che stava leggendo il giornale.Quando lei cominciò a prendere il primo biscotto, anche l'uomo ne prese uno, lei si sentì indignata ma non disse nulla e continuò a leggere il suo libro.Tra sé pensò: "ma tu guarda, se solo avessi un po più di coraggio gli avrei già dato un pugno..."Così ogni volta che lei prendeva un biscotto, l'uomo accanto a lei, senza fare un minimo cenno ne prendeva uno anche lui.Continuarono fino a che non rimase solo un biscotto e la donna pensò: "ah, adesso voglio proprio vedere cosa mi dice quando saranno finiti tutti!!"L'uomo prese l'ultimo biscotto e lo divise a metà! "Ah!, questo è troppo" pensò e cominciò a sbuffare indignata, si prese le sue cose, il libro, la sua borsa e si incamminò verso l'uscita della sala d'attesa.Quando si sentì un po' meglio e la rabbia era passata, si sedette in una sedia lungo il corridoio per non attirare troppo l'attenzione ed evitare altri dispiaceri.Chiuse il libro e aprì la borsa per infilarlo dentro quando nell'aprire la borsa vide che il pacchetto di biscotti era ancoratutto intero nel suo interno.Sentì tanta vergogna e capì solo allora che il pacchetto di biscotti uguale al suo era di quell'uomo seduto accanto a lei che però aveva diviso i suoi biscotti con lei senza sentirsi indignato, nervoso o superiore, al contrario di lei che aveva sbuffato e addirittura si sentiva ferita nell'orgoglio.
LA MORALE:
Quante volte nella nostra vita mangeremo o avremo mangiato i biscotti di un altro senza saperlo?Prima di arrivare ad una conclusione affrettata e prima di pensare male delle persone,
GUARDA attentamente le cose, molto spesso non sono come sembrano!!!!

Esistono 5 cose nella vita che non si RECUPERANO:

Una pietra dopo averla lanciata.
Una parola dopo averla detta.
Un'opportunità dopo averla persa.
Il tempo dopo esser passato.
L'amore per chi non lotta.
Qualcuno una volta ha detto:
Lavora come se non avessi bisogno dei soldi.

Ama come se nessuno ti avesse mai fatto soffrire.
Balla come se nessuno ti stesse guardando.
Canta come se nessuno ti stesse sentendo.
Vivi come se il Paradiso fosse sulla Terra.

LE TRE PORTE

Un giovane discepolo disse ad un saggio:"Maestro,un tuo amico stava parlando di te."
"Aspetta, l'interruppe il saggio, hai fatto passare quello che mi dici per le tre porte?"
Il giovane domandò:"Tre porte?Quali tre porte?"

"Si,le tre porte:la prima è la VERITA'.

Sei sicuro e completamente certo di quello che mi dici?"
Il discepolo rispose:"No, l'ho sentito commentare da alcuni vicini."

"Almeno l'avrai fatto passare per la seconda porta, la BONTA'.

Quello che vuoi dirmi è buono per qualcuno?"
Il giovane rispose:"No, al contrario".

"E l'ultima porta è la NECESSITA'.

E' necessario che io sappia quello che vuoi dirmi?"
Il discepolo affermò:"No, non è strettamente necessario."
Allora disse il saggio sorridendo:
"Se non è vero, nè buono, nè necessario, sarà meglio dimenticarlo per sempre."
Che le nostre parole siano come acque miti ma in costante movimento. Che siano una benedizione per i campi aridi,che siano sorgenti di vita.
Le parole possono anche essere come le acque che scendono con forza, velocità ed in grandi quantità, distruttive e mortali, perchè al loro passaggio dirompono e soffocano. I sentimenti dietro le nostre parole fanno si che esse diano vita o, al contrario, distruggano ed uccidano.

FACCIAMO IN MODO CHE LE NOSTRE PAROLE PASSINO SEMPRE ATTRAVERSO LE TRE PORTE.

La piccola rosa rossa


La vita a volte ci mette in ginocchio,tutto sembra andare per il verso storto...le situazioni si complicano e noi non riusciamo a trovare un po' di serenità. Ma è soprattutto in questi momenti difficili di sofferenza e di incertezza che il Signore è più vicino a noi e ci tende la sua mano.
Un giorno camminavo lungo la strada, quando osservai alcune nuvole scure che si univano nel cielo e dopo vidi la pioggia che cominciò a cadere. Cercai subito un riparo, perché la timida pioggerellina in pochi secondi diventò un temporale.Trovai riparo sotto un cornicione, all’entrata di una casa, proprio nel momento in cui il temporale cadeva con più violenza.Vidi allora una piccola rosa rossa, colpita ed incurvata a causa delle grandi gocce d’acqua che costantemente la frustavano e, nonostante questo, non si spezzava, ma sopportava con incredibile resistenza il gran battere della pioggia. Fu una sorpresa per me vedere come, nonostante il vento e la pioggia, la piccola rosa rossa sopportava la forza della natura, senza perdere neanche un petalo!.Quando la pioggia cessò, potei vedere con stupore che la rosa era ancora lì, eretta verso il cielo ed ancora più bella con i petali bagnati. Allora mi fermai a riflettere: la mia vita deve essere come quella rosa rossa, malgrado le difficoltà possano piegarmi, malgrado la tempesta sia stata forte nella mia vita, devo restare in piedi e ci riuscirò se crederò che il Signore mi sarà vicino.

Vola in alto


SII FELICE!!....

Quando pensi che tutto sia perso,
è proprio quello il momento di ricominciare,
raccogli cio' che di buono sei riuscito a creare e portalo con te,il resto lascialo.
Vestiti di un sorriso e di tanta speranza
allena il tuo cuore per le future battaglie
e impara da quelle che tu chiami sconfitte.
Ricorda, c'è un tempo per piangeree un tempo per sorridere,sempre .
Se questo è il giorno della tua lacrima.
ricordati che domani si potrà trasformare in sorriso.
Liberati dai pensieri negativi
allenta il legaccio che stringe il tuo grande cuore
e continua a respirare,vedrai che il ritmo del tuo cuore
aumenterà con i battiti della tua vita.
Ascolta gli altri, ama e sorridi,riappropriati di cio' che sei e VOLA,
vola più in alto del sole e sii felice.....SII FELICE.

mercoledì 8 ottobre 2008

Lui ci è già passato!!!


Lui ci è già passato

“infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con noi nelle nostre debolezze, poiché egli è stato tentato come noi in ogni cosa,senza commettere peccato. Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ottenere misericordia e trovar grazia ed essere soccorsi al momento opportuno” (ebrei 4:15,16)

Questi versetti ci ricordano una realtà meravigliosa che speriamo nessuno voglia ignorare. Qualunque luogo Dio abbia previsto che noi dovremo raggiungere, qualunque strada percorrere, monte valicare o valle attraversare, c’è già Qualcuno che è andato in avanscoperta: il Signore nostro Dio ci ha preceduto. Non c’è sfida, difficoltà, impegno tentazione che il credente deve affrontare come se andasse incontro all’ignoto assoluto. È ignoto per te , ma non per il nostro amatissimo Precursore: Gesù Cristo. Qualunque situazione affronterai,anche la più tragica e dolorosa, Lo sentirai dirti con voce amorevole e sicura:”Sta sereno,Io ci sono già passato”. Essendo, per natura, concentrati soltanto sulle nostre sensazioni, potremmo ricevere questa Parola semplicemente come consolatoria e abbandonarci ad inutili e sterili sentimentalismi. Non è questo lo scopo di Dio. Lo Spirito Santo ovviamente vuole confortarci, ma soprattutto stimolarci a credere ed agire sulla base della fede in Colui che può simpatizzare con noi. Egli,infatti, ha conosciuto le nostre debolezze senza subirne le sconfitte, le nostre tentazioni senza commettere peccato ,è andato “avanti a noi” lasciandosi orme indelebili ed un sentiero chiaro che porta a non distogliere gli occhi dal Maestro sapendo che egli è in grado di capirci, consolarci e soccorrerci come nessuno. Dobbiamo soltanto scegliere di sottometterci a Lui come Signore della nostra vita, confidare in Lui come Salvatore delle nostre anime e legarci a Lui, come tralcio alla vite e portar frutto per la gloria di Dio.
Perciò intraprendiamo tutto ciò che ci tocca fare con la certezza nel cuore di avere un’avanguardia potente nel nostro amato Signore Gesù. Ovunque porti la tua sfida non temere,e non pensare di poter fare da solo ma scegli di confidare in Cristo. A chi è troppo sicuro di sé, Egli dice: “fa attenzione, Io ci sono già passato, non essere presuntuoso, appoggiati a Me” . Per chi è timoroso, spaventato o perplesso la Sua Parola giunge soave e rassicurante: “ non temere,Io ci sono già passato, ed ho vinto”. Egli ha “resi pianeggianti i luoghi impervi e ha spianato le montagne”, ha aperto innanzi a noi una via sicura che porta al cielo partendo dalla croce e dal sepolcro vuoto; passando per prove, difficoltà e sofferenze come anche per vittorie, miracoli e svariate benedizioni; puntando direttamente alla gloria beata … dove Egli ci ha preceduti per prepararci un luogo.

lunedì 6 ottobre 2008

Povera scuola!!!

RIFORMA GELMINI

IL MITO DELLA SCUOLA ELEMENTARE di Luca Ricolfi
(La Stampa, 25 settembre 2008)


Ci sono, nelle politiche governative in materia di istruzione, parecchie cose che mi lasciano perplesso. Ad esempio la mancanza di una diagnosi convincente dei mali della nostra scuola e della nostra università. Il vuoto di iniziative forti per aumentare il numero di asili nido, specialmente nel Mezzogiorno (uno dei cosiddetti obiettivi di Lisbona: portare la copertura al 33% entro il 2010, contro l’11% attuale). Soprattutto non mi piace per niente il fatto che all’Università (dove lavoro) i tagli della manovra finanziaria 2009-2011 siano uguali per tutti gli Atenei, quando da anni - grazie ad una serie di ottime ricerche - si sa con precisione quali sono gli atenei che spendono (relativamente) bene i loro fondi e quali li dilapidano in una corsa senza senso all’aumento del personale e agli avanzamenti di carriera.E tuttavia, nonostante queste riserve, stento a capire l’incredibile pioggia di critiche, insulti, manifestazioni, sceneggiate, lezioni di pedagogia (e talora di democrazia) che sono state riversate sul neo-ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini non appena ha cominciato a occuparsi di scuola, e in particolare di quella elementare (per una rassegna consiglio di vistare il sito del Partito democratico e quello della Cgil-scuola, ora ridenominata Flc).Il mio stupore nasce da due ragioni distinte. La prima è che, andando a controllare le cifre (DL 112, art. 64, comma 6), si scopre che la maggior parte dei numeri spaventa-famiglie che sono stati agitati sono semplicemente falsi. Non è vero che il bilancio della scuola subirà tagli per 8 miliardi: il taglio del prossimo anno sarà inferiore a 0,5 miliardi (1% del budget), i tagli netti previsti per il triennio 2009-2011 sono pari a 3,6 miliardi spalmati su tre anni. Non è vero che saranno licenziati 87 mila insegnanti: la riduzione del numero di cattedre avverrà limitando le nuove assunzioni, la cifra di 87 mila insegnati in meno si raggiungerà nel 2012 e include nel calcolo le riduzioni già pianificate da Prodi (circa 20 mila unità, a suo tempo giudicate insufficienti nel Quaderno bianco sulla scuola pubblicato giusto un anno fa dal precedente governo). Non è vero che, nelle scuole elementari, sparirà il tempo pieno e tutti i bambini dovranno tornare a casa alle 12,30: l’introduzione del maestro unico, con conseguente soppressione delle ore di compresenza, libererà un numero di ore più che sufficiente ad aumentare le ore di tempo pieno eventualmente richieste dalle famiglie. Né si vede su quali basi l’opposizione agiti lo spettro di una riduzione degli insegnanti di sostegno, o della chiusura delle scuole di montagna (nessuna norma della Finanziaria lo prevede, e il ministro ha esplicitamente escluso tale eventualità).Ma c’è un secondo motivo per cui mi è incomprensibile lo tsunami anti-Gelmini di queste settimane: i critici danno per scontato che la scuola elementare così com’è vada bene, e che l’introduzione del maestro unico sia una scelta didatticamente sbagliata. Può darsi, ma non ne sarei così sicuro, e vorrei spiegare perché. Se la scuola elementare italiana fosse così ben congegnata come ripetono i suoi paladini, forse non osserveremmo quotidianamente quel che invece osserviamo. E cioè che sia nelle scuole medie sia (incredibilmente) all’università tantissimi ragazzi, oltre a fare errori di grammatica e ortografia con cui un tempo nessuno avrebbe preso la licenza elementare, non sanno organizzare un discorso né a voce né per iscritto, non sono in grado di progettare una tesi o una tesina, non conoscono il significato esatto delle parole, fanno sistematicamente errori logici, non sanno spiegare un concetto né costruire un’argomentazione, insomma non capiscono e non riescono a farsi capire se non in situazioni ultra-semplici (in una parola sono «ignoranti», secondo la bella definizione del libro di Floris uscito in questi giorni: La fabbrica degli ignoranti, Rizzoli). In breve i ragazzi spesso sono debolissimi proprio nell’organizzazione del pensiero e nella padronanza del linguaggio, ossia precisamente in ciò che avrebbero dovuto acquisire nei cinque anni di scuola elementare. Il sospetto è che la scuola elementare di oggi, pur essendo perfetta come luogo di socializzazione e di ricreazione, sia ben poco capace di trasmettere conoscenze e formare capacità, ivi compresa la capacità di concentrarsi, di ordinare le idee, di autovalutarsi, di mettere impegno in attività non immediatamente gratificanti.A questa osservazione si potrebbe obiettare, e certamente qualcuno obietterà, che sia i test nazionali (Invalsi) sia i test internazionali (Pirls, Timss, Pisa) ci restituiscono un’immagine ben più ottimistica della scuola elementare italiana. Ma questo è vero solo in parte. I test internazionali condotti sui bambini in quarta elementare danno risultati opposti a seconda degli ambiti considerati (l’Italia è ai primi posti nei test di lettura, ma precipita agli ultimi sia in quelli di matematica sia in quelli di scienze). Quanto ai test nazionali essi indicano che il declino dei livelli di apprendimento fra i 7 e i 16 anni è costante e inizia già nelle elementari (in quarta i bambini vanno sensibilmente peggio che in seconda). Forse la cattiva fama della scuola media inferiore e dei suoi insegnanti è in parte immeritata: è vero, i risultati dei ragazzi delle medie sono pessimi, ma forse lo sono proprio perché la scuola elementare - con la sua impostazione ludica - non li prepara alle prove che dovranno affrontare quando entreranno in un mondo vero, meno protetto, in cui ci sono anche frustrazioni e si deve essere capaci di studiare da soli (cosa che molti bambini non imparano mai a fare: un effetto perverso del tempo pieno?).
Conclusione? Nessuna, solo una preghiera: anziché fare dello spirito sul grembiulino e del terrorismo sul tempo pieno, proviamo a riflettere seriamente - ossia senza preconcetti ideologici - sui vizi e le virtù della nostra scuola elementare.

Per non tacere quello che si ha nel cuore



Mai rimandare a domani quello che si può fare oggi, soprattutto se si tratta di sentimenti!

Un giorno un'insegnante chiese ai suoi studenti di fare una lista dei nomi degli altri studenti nella stanza su dei fogli di carta, lasciando un po' di spazio sotto ogni nome.Poi disse loro di pensare la cosa più bella che potevano dire su ciascuno dei loro compagni di classe e scriverla.Ci volle tutto il resto dell'ora per finire il lavoro, ma all'uscita ciascuno degli studenti consegnò il suo foglio.Quel sabato l'insegnante scrisse il nome di ognuno su un foglio separato, e vi aggiunse la lista di tutto ciò che gli altri avevano detto su di lui/lei.Il lunedì successivo diede ad ogni studente la propria lista. Poco dopo, l'intera classe stava sorridendo.'Davvero?' sentì sussurrare. 'Non sapevo di contare così tanto per qualcuno!' e 'Non pensavo di piacere tanto agli altri' erano le frasi più pronunciate.Nessuno parlò più di quei fogli in classe, e la prof non seppe se i ragazzi l'avessero discussa dopo le lezioni o con i genitori, ma non aveva importanza: l'esercizio era servito al suo scopo.Gli studenti erano felici di se stessi e divennero sempre più uniti.
Molti anni più tardi, uno degli studenti venne ucciso in Vietnam e la sua insegnante partecipò al funerale.Non aveva mai visto un soldato nella bara prima di quel momento: sembrava così bello e così maturo...La chiesa era riempita dai suoi amici.Uno ad uno quelli che lo amavano si avvicinarono alla bara, e l'insegnante fu l'ultima a salutare la salma.Mentre stava lì, uno de i soldati presenti le domandò'Lei era l'insegnante di matematica di Mark?'.Lei annuì, dopodiché lui le disse 'Mark parlava di lei spessissimo'Dopo il funerale, molti degli ex compagni di classe di Mark andarono insieme al rinfresco. I genitori di Mark stavano lì , ovviamente in attesa di parlare con la sua insegnante.'Vogliamo mostrarle una cosa', disse il padre, estraendo un portafoglio dalla sua tasca.
'Lo hanno trovato nella sua giacca quando venne ucciso. Pensiamo che possa riconoscerlo'Aprendo il portafoglio, estrasse con attenzione due pezzi di carta che erano stati ovviamente piegati, aperti e ripiegati moltevolte.L'insegnante seppe ancora prima di guardare che quei fogli erano quelli in cui lei aveva scritto tutti i complimenti che i compagni di classe di Mark avevano scritto su di lui.'Grazie mille per averlo fatto', disse la madre di Mark.'Come può vedere, Mark lo conservò come un tesoro'Tutti gli ex compagni di classe di Mark iniziarono ad avvicinarsi.Charli sorrise timidamente e disse 'Io ho ancora la mia lista. E' nel primo cassetto della mia scrivania a casa'. La moglie di Chuck disse che il marito le aveva chiesto di metterla nell'album di nozze, e Marilyn aggiunse che la sua era conservata nel suo diario.Poi Vicki, un'altra compagna, aprì la sua agenda e tirò fuori la sua lista un po' consumata, mostrandola al gruppo.'La porto sempre con me, penso che tutti l'abbiamo conservata'In quel momento l'insegnante si sedette e pianse. Pianse per Mark e per tutti i suoi amici che non l'avrebbero più rivisto.Ci sono così tante persone al mondo che spesso dimentichiamo che la vita finirà un giorno o l'altro. E non sappiamo quando accadrà.

Perciò dite alle persone che le amate e che vi importa di loro, che sono speciali e importanti. Diteglielo prima che sia troppo tardi....

Preghiera semplice

Preghiera semplice attribuita a S.Francesco :

Signore, fa' di me uno strumento della tua pace:
Dove c'è odio, io porti l'amore.
Dove c'è offesa, io porti il perdono.
Dove c'è discordia,io porti l'unione.
Dove c'è errore, io porti la verità.
Dove c'è dubbio, io porti la fede.
Dove c'è disperazione, io porti la speranza.
Dove ci sono le tenebre, io porti la luce.
Dove c'è tristezza, io porti la gioia.
Oh Divino Maestro, che io non cerchi
tanto di essere consolato,
quanto di consolare.
Di essere compreso, quanto di comprendere.
Di essere amato, quanto di amare.
Infatti:
Donando, si riceve.
Dimenticandosi si trova comprensione.
Perdonando si è perdonati.
Morendo, si risuscita alla vera Vita.

Francesco d'Assisi

Trovo queste parole meravigliose...questo è per me essere un cristiano!!!

Non c'è chiesa...non c'è credo che tenga davanti all'Amore, all'Umiltà...Gesù è il nostro modello...amore, perdono, umiltà...il resto è niente!!!





domenica 5 ottobre 2008

Salmo 90


Salmo 90, 12
« Ecco io mando un angelo davanti a te per custodirti sul cammino e per farti entrare nel luogo che ho preparato » (Es 23,20)


« Egli darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutti i tuoi passi » (Sal 90,11).

Quale rispetto questa parola deve suscitare in te, quale fervore deve fare nascere, quale fiducia deve ispirarti! Il rispetto a motivo della loro presenza, il fervore a motivo della loro benevolenza, la fiducia a motivo della loro vigilanza... Sono dunque lì, accanto a te, non solo con te ma per te. Sono presenti per proteggerti, per soccorrerti. Che cosa renderesti al Signore per quanto ti ha dato? (Sal 115,3). A lui solo dobbiamo rendere gloria e onore per tale soccorso; lui in prima persona ne ha dato loro l'ordine. «Ogni dono perfetto» (Gc 1,17) non può venire che da lui. Ma non possiamo per questo mancare di riconoscenza nei confronti degli angeli, a motivo della grandissima carità con la quale obbediscono e del grandissimo bisogno che abbiamo del loro aiuto.Siamo dunque pieni di riconoscenza per tale vigilanza da parte loro, amiamoli in cambio e onoriamoli quanto possiamo, quanto dobbiamo... In Dio amiamo i suoi angeli consapevoli che saranno un giorno i nostri coeredi e che fino a quel momento il Padre dispone e ordina che siano per noi delle guide e degli educatori. Infatti «fin d'ora siamo figli di Dio» benché questo non sia stato ancora rivelato (1 Gv 3,2), poiché siamo ancora dei bambini sottomessi a degli intendenti e a degli educatori, e sembriamo per ora non differire in nulla dai servi.Eppure per quanto piccoli siamo e per quanto lunga e pericolosa sia la strada che resta ancora da percorrere, cosa avremmo da temere sotto una così buona custodia?...

Gli angeli sono fedeli, sono saggi, sono potenti; cosa dovremmo temere?

Seguiamoli soltanto, attacchiamoci a loro, e rimarremo sotto la protezione del Dio del cielo.

Trova il tempo


Trova il tempo di pensare

Trova il tempo di pregare

Trova il tempo di ridere

E' la fonte del potere

E' il più grande potere sulla terra

E' la musica dell'anima.

Trova il tempo per giocare

Trova il tempo per amare ed essere amato

Trova il tempo di dare

E' il segreto dell'eterna giovinezza

E' il privilegio dato da Dio.

Il giorno è troppo corto per essere egoisti.

Trova il tempo di leggere

Trova il tempo di essere amico

Trova il tempo di lavorare.
E' la fonte della saggezza

E' la strada della felicità

E' il prezzo del successo.

Trova il tempo di fare la carità.

E' la chiave del Paradiso!!

Madre Teresa di Calcutta

...siamo sempre talmente "presi"... abbiamo 1000 e più impegni.... che spesso - troppo spesso! - ci scordiamo delle piccole cose che rendono le nostre giornate più belle!!!

giovedì 2 ottobre 2008

Angeli...


"Se cerchi gli angeli"
…non guardare molto lontano.. essi non sono distanti.. ma sono qui.. vicino a noi.. vestono i nostri abiti, sorridono con il nostro volto.. vivono in noi.

Ognuno di noi è angelo di se stesso nella misura in cui si riconosce tale, ci siamo dimenticati che quel giorno abbiamo deciso di nascondere le nostre ali e nell'umiltà poter dimostrare la nostra grandezza.. e la più profonda grandezza è riuscire ad Amare..Amore.. che grande parola... amore è delle piccole cose che alla fine sono le più grandi.. amore è accogliere con un sorriso.. perchè nessuno mai sarà così povero da non poter donarne uno.. Amore è quel tocco dato ad uno sconosciuto.. ma che parte dal cuore, amore è cercare in fondo, dentro di noi.. e in quel meraviglioso scrigno chiamato cuore trovare noi stessi.. avere la forza e l'audacia (perchè è audacia in questo mondo) di donare e mostrare le perle preziose che in esso possediamo. Non lasciare che gli eventi o le persone spezzino le tue ali.. è difficile perchè se doniamo tutto.. tutto possiamo perdere.. ma in realtà tutto ci viene donato attraverso la vita che è tale solo se vissuta con amore. Nello spazio del mio cuore ho trovato un angelo… non chiedete spiegazioni alle mie parole.. partono dal cuore ed è nel vostro cuore che vogliono arrivare.. e quell'angelo è ora.. il mio migliore amico, mi parla con voce saggia e sicura …ci sono dei momenti della mia vita in cui esso si vuol far sentire.. quei momenti li chiamano "pelle d'oca" ma io li chiamo "il tocco di un angelo".

Ascoltate quei momenti.. sono i più importanti perchè l'angelo che c'è in te, ti vuole parlare...

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Musica...e radio

L'amicizia è un sentimento unico che rende la vita degna di essere vissuta...

L'amicizia è un sentimento unico che rende la vita degna di essere vissuta...
Trova il tempo di essere AMICO...è la strada della felicità...